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A pochi giorni di distanza dall’ennesima denuncia,  il sindaco di Furnari Mario Foti, si è recato con tecnici nominati dall’Amministrazione Comunale sul greto del torrente Mazzarrà per documentare lo sversamento del percolato che attenta le risorse idriche del Comune di Furnari e le matrici ambientali. Sopralluogo al fine di accertare e verificare  l’esistenza di sostanze pericolose e nocive, ivi inclusi metalli pesanti, che potrebbero mettere in pericolo il diritto alla salute della popolazione di Furnari.

“Si evidenzia che già  in data 04.05.2015, il sindaco di Furnari, con nota prot. 4565 aveva denunciato, – si legge nella nota comunale – alla presenza dei Carabinieri della locale stazione e della Polizia Municipale,  per l’ennesima volta il rinvenimento di scarichi abusivi nel medesimo punto di accesso alla discarica e la presenza di più condotte provenienti dalla stessa, poste nel greto del torrente,  nonché la presenza di percolato presumibilmente affiorante dal sottosuolo, come risulta dalla documentazione fotografica in possesso.

In data odierna l’ARPA di Messina, presente sui luoghi ha confermato che il pericolo da tempo paventato dal sindaco di Furnari, si era realmente verificato con lo sversamento del percolato di discarica nel greto del torrente.

Questo grave evento comprova che, malgrado gli allarmi lanciati dal sindaco di Furnari, nessuna autorità ha provveduto ad evitare questo gravissimo disastro ambientale ai danni della comunità furnarese.

Dalla comparazione della documentazione fotografica in possesso del sindaco di Furnari emerge che gli scarichi abusivi accertati due anni orsono sono stati recentemente coperti e mascherati per nascondere le tracce evidenti di questo grave misfatto ambientale.

Poiché nella fattispecie ricorrono ipotesi delittuose (art. 452 bis Codice Penale) nonché illeciti amministrativi previsti dal Testo Unico Ambientale,  si invocano ancora una volta le azioni penali, civili e disciplinari nei confronti di tutti coloro i quali individualmente o in concorso tra loro abbiano contribuito anche con omissioni e ritardi a far si che questo sconcertante episodio criminale reiteratamente denunciato venisse portato ad ulteriore compimento.

Si invocano, pertanto,  da parte delle autorità la medesima solerzia nell’accertamento dei fatti del tutto analoghi alla vicenda relativa alla discarica di Pietramelina cui le competenti autorità  di Perugia hanno applicato misure cautelari ed il commissariamento giudiziale della società che gestiva quell’invaso (GESENU spa, peraltro socia di TirrenoAmbiente spa ), le cui azioni sono state sottoposte a sequestro, ai fini della confisca. Ciò è avvenuto dopo l’arresto del direttore tecnico ed il sequestro anche dei beni personali degli autori di detto grave episodio di danno ambientale.

I cittadini di Furnari e quanti hanno a cuore le risorse ambientali ed ecologiche del proprio territorio – conclude la nota – nonché temono per il loro diritto alla salute, attendono finalmente risposte certe, urgenti  ed efficaci”.

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