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Il prossimo venerdì 17 settembre alle 11 al Centro Buon Pastore in via Pasquale Calvi a Messina,  sarà presentata l’iniziativa “il vaccino di tutti”, un progetto voluto dall’ufficio per l’emergenza Covid 19, Asp e Federfarma Messina in collaborazione con l’associazione ‘Terra di Gesù onlus’, per permettere l’inoculazione del vaccino anti Covid anche tra le  persone delle fasce più emarginate della popolazione. All’incontro  saranno presenti, oltre al commissario per l’emergenza Covid 19 di Messina Alberto Firenze, il presidente di Federfarma di Messina Giovanni Crimi, il presidente dell’associazione Terra del Gesù onlus Francesco Certo. “Molte di queste persone – ha sottolineato Firenze –  vivono in condizioni estreme di disagio sociale ed economico e non riescono ad accedere alla vaccinazione anche per problemi di carattere burocratico che noi stiamo cercando di risolvere. I vaccini saranno  somministrati al Centro Buon Pastore, ma  saranno anche attivate unità per la vaccinazione di strada itineranti in particolare per i senza fissa dimora, italiani e stranieri. Per noi questo progetto rappresenta un atto di civiltà oltre che un dovere di tutela della salute pubblica e individuale. Tutti hanno il diritto di accedere a una prestazione sanitaria essenziale in questo periodo di pandemia”.

Delli stesso parere Francesco  Certo, che evidenzia:   “Tra chi frequenta la  nostra sede ci sono anche persone, ad esempio stranieri senza permesso di soggiorno o clochard,  che non  hanno i documenti necessari per accedere alla vaccinazione.

Si tratta spesso di cittadini dell’Unione Europea ed extra UE senza tessera sanitaria, in possesso dei codici ENI (Europeo Non Iscritto) e STP (Straniero Temporaneamente Presente) o con  codici fiscali numerici provvisori, che comunque potranno prenotare lo stesso il vaccino anti Covid. Questo attraverso un numero dedicato  per loro al quale risponderanno operatori che si  faranno carico delle loro richieste, segnalandola all’ Asp. Pur non essendo  in possesso dei documenti necessari quindi potranno comunque accedere alle prestazioni sanitarie e avranno qui da noi un supporto psicologico, sociale e sanitario”.

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