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Totale dissenso viene manifestato in una lettera congiunta del sindaco di Barcellona Pozzo di Gotto e di Terme Vigliatore, rispettivamente  Roberto Materia e Domenico Munafò che contestano all’ANAS e alle Autorità preposte l’adeguatezza della viabilità alternativa pianificata dall’ANAS per consentire l’esecuzione dei lavori di consolidamento del Ponte Termini lungo la S.S. 113. 

“Nei giorni scorsi é pervenuta a questo Comune – come anche al contiguo Comune di Terme Vigliatore il cui sindaco sottoscrive la presente – la nota di pari oggetto, prot. n. CDG-0331154-P del 06.06.2019, con la quale codesta Società, nel comunicare l’imminente avvio dei lavori in epigrafe, chiede nulla osta alla viabilità alternativa pianificata per consentire lo scorrimento dei flussi veicolari che transitano nell’area durante il periodo di esecuzione dei lavori, previsto in circa un anno.
Ebbene, desideriamo preliminarmente esprimere l’apprezzamento sentito per un intervento infrastrutturale che giudichiamo fondamentale per tutto il comprensorio e che, in funzione della sicurezza e delle prospettive di sviluppo dell’area, era atteso e sollecitato dalle comunità municipali e dai suoi rappresentanti istituzionali ormai da tanti anni.
Fatta questa doverosa premessa, siamo tuttavia costretti a manifestare coevamente profondo dissenso circa la soluzione che codesta Società propone nella nota in riferimento per assicurare – a suo modo di vedere – la viabilità alternativa nel corso dei lavori.
Diciamo subito che non concederemo quel nulla osta che viene richiesto a noi sindaci “… in segno di avvenuta condivisione” – perché, appunto, condivisione non c’è – come anche nessun parere favorevole verrà rilasciato dagli uffici di entrambi i Comuni che sulla vicenda esercitano competenze tecniche”.
I due primi cittadini dei comuni confinanti, fanno presente che il progetto di viabilità alternativa proposto, tenuto conto della densità di traffico che dovrà presumibilmente accogliere, risulta infatti assolutamente inadeguato ad assicurare la regolarità dei flussi veicolari e ad evitare il congestionamento del tessuto urbano delle zone e dei quartieri interessati.
“Il percorso alternativo scelto da tecnici ANAS, – si legge nella missiva – infatti, prevede che tutto il traffico veicolare – anche quello proveniente dall’autostrada A20 – sia convogliato sull’unica altra viabilità esistente in zona che attraversa il torrente Termini, un paio di chilometri a valle lungo la strada provinciale litoranea.
I mezzi pesanti, invece – sempre secondo ANAS – per andare in direzione Palermo e viceversa dovranno obbligatoriamente usare l’autostrada A20, accedendovi dai caselli di Barcellona Pozzo di Gotto e/o Falcone a seconda della direzione di marcia.
Ancora più grave, poi – e notevolmente incidente in termini negativi sulla sicurezza comprensoriale – risulta il fatto che un’area la cui rete viaria è già notevolmente compromessa in ragione delle gravi limitazioni che già incombono su infrastrutture fondamentali e in condizioni di precaria stabilità o totalmente inesistenti (ponte sul torrente Mela a senso unico alternato, ponte sul torrente Longano crollato nell’alluvione del 2011 ed ancora “sostituito” da un ponte “bailey”, anch’esso a senso unico alternato) veda ulterioriormente “compresso” su assetti chiaramente inadeguati il traffico veicolare che scorre lungo la principale direttrice stradale.
Le nostre comunità si vedono, pertanto, ulteriormente penalizzate – soprattutto nel periodo estivo in cui, essendo zone balneari, notoriamente i flussi veicolari risultano triplicati – cosicchè non vengono più rispettate le normali condizioni di sicurezza ed eventualmente assicurate idonee vie di fuga per i cittadini che risiedono nelle zone interessate.
In ragione di tutto quanto sin qui riferito chiediamo, dunque, all’ANAS e alle Autorità in indirizzo di voler urgentemente promuovere un tavolo tecnico che sia la sede per valutare adeguatamente la fattispecie e per trovare e condividere soluzioni alternative che siano realmente in grado di assicurare ai residenti la vivibilità delle zone interessate e condizioni minime di sicurezza per tutto il comprensorio”.

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