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Uno scossone che era nell’aria nel comune di Mazzarà, dopo i vari accertamenti e controlli della commissione prefettizia, dall’operazione portata a termine stamane lo scenario che ne esce fuori è contraddistinto da malaffare, corruzione e peculato in barba alla collettività e al rispetto dell’ambiente.

L’operazione “Riciclo”, eseguita nella mattinata odierna dai Finanzieri del Nucleo di Polizia tributaria di Messina, su ordine del GIP del Tribunale di Barcellona P.G. Danilo Maffa ha fatto scattare quattro ordinanze di custodia cautelare, destinatari: il sindaco di Mazzarrà Sant’Andrea Salvatore Bucolo e tre esponenti di punta della TirrenoAmbiente S.p.a. Giuseppino Innocenti, Lorenzo Piccioni e Giuseppe Antonioli con l’accusa di peculato e corruzione. Nello specifico le misure cautelari predisposte hanno previsto per i primi due la detenzione in carcere, mentre l’ex senatore Piccioni e Antonioli sono adesso sottoposti agli arresti domiciliari.

Nel corso della conferenza stampa di questa mattina è stato illustrato come la TirrenoAmbiente, per opera dei suoi amministratori, non abbia trasferito al Comune più di 2.800.000 € con la complicità del primo cittadino di Mazzarrà Sant’Andrea, cifre alle quali si aggiunge il danno economico per l’ente comunale derivante da una illegittima rideterminazione della tariffa per le opere di mitigazione ambientale a tutto vantaggio dell’azienda. L’iter prevede infatti che i comuni conferitori di rifiuti versino la loro quota alla società mista, che poi deve versarla al comune nel cui territorio è sita la discarica; la TirrenoAmbiente S.p.a. ha però negli ultimi 7 anni ridotto del 50% l’importo, comportando un danno patrimoniale di più di 12 milioni e mezzo di euro non riscosso. In cambio della sua connivenza, Bucolo avrebbe ricevuto una “donazione” di 33.000€ in contanti.

Inoltre altra vittima del sodalizio economico tra il primo cittadino e la società è il parroco della locale Chiesa di Santa Maria delle Grazie, facendo accreditare a vantaggio della parrocchia contributi versati dalla TIrrenoAmbiente per feste patronali e attività della comunità religiosa; le somme però non comportavano alcun vantaggio per le economie della Chiesa dal momento che Bucolo provvedeva personalmente ad acquisirle.

Altre sponsorizzazioni sono poi state accordate dai vertici della società di gestione della discarica ad associazioni culturali e sportive per assicurarsi la complicità dei soggetti pubblici che avrebbero dovuto esercitare un sistema di controllo sulla correttezza delle operazioni svolte dalla TirrenoAmbiente; caso emblematico della condotta descritta, svelata dagli accertamenti e dalle perquisizioni svolte dalla Guardia di Finanza tra gli indagati e il Comune, è quello della società sportiva dilettantistica di Borgo Vercelli in Piemonte, realtà associativa rappresentata legalmente da Giuseppe Innocenti che, nonostante la notevole lontananza dalla Sicilia, ha ottenuto una sponsorizzazione di oltre 700.000€.

Una volta avviate, le indagini condotte hanno permesso ai finanzieri di denunciare altri 6 dipendenti pubblici ed ex amministratori del comune di Mazzarrà Sant’Andrea per abuso ed omissione di atti d’ufficio e i militari stanno ora eseguendo sequestri preventivi disposti dal Giudice per le Indagini Preliminari dei beni mobili e immobili e delle somme disponibili dei quattro arrestati e di Antonio Crisafulli, ex amministratore delegato pro tempore della Tirrenoambiente S.p.A. anch’egli indagato per peculato e corruzione. Da segnalare che i sequestri posti in essere registrano un valore complessivo di 3.483572 euro.

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