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Doveva essere una diretta fiume, per accompagnare i cittadini allo scadere della mezzanotte, in attesa di capire se le dimissioni sarebbero diventate effettive oppure se si sarebbe trattato di un coup de thèâtre, come si immaginavano i detrattori. A pochi minuti della mezzanotte, svelato l’arcano: il sindaco resta, pur di non lasciare la città nelle mani di Musumeci.

Una lunga diretta, spezzata in due parti da un guasto tecnico, in cui il primo cittadino ha ripercorso i risultati di questi anni di amministrazione, in cui non è stato facile governare la città, avendo ottenuto alle elezioni del 2018 “una vittoria di Pirro”: senza neanche aver preso un consigliere comunale. Presi di mira i nemici di questa amministrazione:  deputati nazionali, il presidente Musumeci, l’assessore Razza, la consorteria, deputati regionali (tranne Danilo Lo Giudice, ha precisato De Luca)  La prima diretta comincia proprio così. Dopo aver ricordato il momento in cui ha dato le dimissioni dall’Ars, De Luca ha detto “Non ci sono dubbi che la mia è stata una vittoria di Pirro, una vittoria elettorale a metà, senza neanche un consigliere comunale”. “Ma – ha proseguito – non abbiamo rinunciato a governare la città, ricercando il dialogo giorno per giorno senza rinunciare ai punti strategici del programma elettorale scelto dai messinesi. Mi sono preoccupato per il destino della città che meritava di andare avanti e di non subire le conseguenze della mia vittoria di Pirro. Al cospetto dell’irreversibile baratro che poteva ancora derivare da una paralisi ho cercato, con tutti i mezzi, di governare questa comunità e soprattutto di governarla con quei provvedimenti che la città si aspettava. Non ho difficoltà ad ammettere che la mia visione esterna del palazzo municipale non era del tutto corretta”.

Sul tavolo, anche il lavoro come sindaco metropolitano: “Siamo stati la seconda città metropolitana d’Italia ad attuare il bilancio 2021-2023. Infine, lasciando presagire di essere fermamente convinto delle sue dimissioni: “Non permetto a nessuno di strumentalizzare la mia irrevocabile decisione”. Un’interruzione ha spezzato la diretta, che è ripresa alle 23. Con il sottofondo della canzone“The show must go on” dei Queen, che lasciava presagire un epilogo scontato per molti.

De Luca ha, allora, avviato una nuova fase per Messina con queste parole: “Io questa città in mano a Musumeci non la lascio”. A solo tre minuti alla mezzanotte, De Luca ha strappato le dimissioni e, dirigendosi verso l’aula consiliare, dopo aver brindato con il Ferrari ai suoi nemici e detrattori, si è diretto verso l’aula consiliare. Sulla cui porta d’ingresso ha affisso un foglio  con la scritta: “Vietato l’accesso agli asini volanti”. Che sta ad indicare una rottura completa con la maggioranza consiliare.

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