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Incontro con la Coordinatrice dell’Osservatorio d’area per la dispersione scolastica, rete d’ambito 13– uno dei quarantanove osservatori siciliani che fanno capo all’Ufficio Regionale Scolastico- la Dirigente scolastica I.C Albino Luciani, Grazia Patanè e  l’operatore psicopedagogico territoriale, dott. Sebastiano Spasaro per fare chiarezza sul fenomeno della dispersione scolastica nel comune di Messina. Ne è emerso un bilancio che, attraverso le metodologie di contrasto al fenomeno, ha segnato un calo e che, nel periodo della pandemia è sì proseguito, ma la dad e la promozione automatica degli alunni, hanno inciso su alcune voci della dispersione, di fatto eliminandole.

Un incontro che ha permesso di mettere ordine nelle cifre della dispersione scolastica nel comune di Messina, consentendo anche di chiarire le singole voci che strutturano un fenomeno complesso e che il 2019/2020, anno della pandemia, a causa della didattica a distanza e della promozione automatica degli studenti, ha inciso non poco sui numeri concreti.

Il fenomeno in questione, riferisce il dott. Spasaro, si compone di cinque variabili e quando si predispone una strategia volta ad affrontarlo, non si può prescindere da esse. La prima variabile da considerare è l’evasione, termine con cui ci si riferisce agli alunni iscritti mai frequentanti che non hanno compiuto i 16 anni; l’abbandono si riferisce, invece, agli alunni iscritti che hanno interrotto la frequenza in corso d’anno per motivi sconosciuti dalla scuola; terza variabile: alunni non frequentanti che hanno compiuto 16 anni e che non hanno assolto l’obbligo d’istruzione – alunni ultrasedicenni che pur essendo iscritti non hanno assolto l’obbligo scolastico (dieci anni di scrutinio);  gli alunni che a causa delle assenze non hanno avuto convalidato l’a.s. ai sensi dell’art.11. comma 1 -L.59/04: solo per le scuole secondarie di primo e secondo grado e, infine, gli alunni non ammessi alla classe successiva.

L’insieme di questi dati offre una cognizione completa della dispersione scolastica, che si esprime nel cd. Indice di Dispersione Scolastica Globale (I.D.S.G.), dato sintetico che consente una rapida lettura del fenomeno nella sua complessità.

Il compito di un Osservatorio di Area è quello, di concerto con gli Osservatori  provinciali, di correlare conoscenza del fenomeno, programmazione e organizzazione degli interventi e verifica delle azioni intraprese; di elaborare le strategie di contrasto al fenomeno: i Coordinatori degli Osservatori di Area-Distretto individuano, cioè, con la collaborazione dei Dirigenti delle scuole comprese nell’Osservatorio  e i docenti utilizzati in attività psicopedagogiche di rete, le Reti per l’Educazione Prioritaria (R.E.P.) da attivare nel proprio territorio.  Il lavoro svolto da tali Reti, costituisce senz’altro un presidio necessario in considerazione anche della diversificazione e aumento delle povertà (inoccupazione/disoccupazione, lavoro precario….); dell’incremento delle dipendenze, abusi, maltrattamento, sfruttamento minorile, dei fenomeni di bullismo e dei disturbi specifici dell’apprendimento.

Nel caso specifico, l’emergenza scaturita dalla pandemia, è stata affrontata dal coordinatore d’Area, dirigente Grazia Patanè, con una capillare strategia: monitoraggio sulla partecipazione alla didattica a distanza; supporto a distanza relativamente a problematiche psicoeducative, grazie ad un costante contatto diretto con i referenti GOSP, docenti Dirigenti Scolastici e famiglie; consulenza telefonica per supporto emotivo studenti e famiglie attraverso le segnalazioni raccolte dai referenti GOSP; attività di supporto, sostegno  e consulenza ai docenti delle scuole afferenti all’Osservatorio di Area; creazione di uno “sportello di ascolto a distanza” in collaborazione con la scuola “Polo per l’Inclusione” I.C. Albino Luciani; raccordo con gli operatori delle istituzioni territoriali per i casi presi in carico attraverso contatti telefonici e messaggistica istantanea; supporto psicopedagogico attraverso il telefono o messaggistica whatsApp per gli alunni “precedentemente “segnalati” con cui si era già avviato un percorso e, infine, uno stretto raccordo con i servizi sociali per i casi di maggiore problematicità, i Centri Socio Educativi e  la Procura c/o il Tribunale per i Minori di Messina.

Mettendo a confronto i dati della dispersione scolastica delle scuole del comune di Messina rilevati dall’Usr Sicilia, relativi all’anno 2018/2019 e 2019/2020, emerge senz’altro un trend in calo, su cui, con riferimento al 2019/2020, molto hanno inciso la didattica a distanza e la promozione automatica.:

Primaria 2018/2019: 0,59%;

Primaria 2019/2020: 0,09%;

Primo Grado 2018/2019: 3,38%;

Primo Grado 2019/2020: 0,58%;

Secondo Grado 2018/2019: 8,37%;

Secondo Grado 2019/2020: 1,52%.

Il calo va valutato tenendo in debita considerazione che gli strumenti adottati per far fronte all’emergenza in tempi di pandemia, come la dad, hanno determinato un impoverimento educativo che non è dovuto soltanto al degrado in cui versano i quartieri di residenza, ma anche all’irregolarità della frequenza scolastica e alle scarse occasioni culturali e di tempo libero.

Livia Di Vona

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