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Il consigliere Libero Gioveni suggerisce al sindaco De Luca di rinunciare al voto sulla piattaforma programmatica “Cambio di passo” perché potrebbe contare su una disponibilità dell’aula a votare i provvedimenti più importanti per la città,  addirittura maggiore rispetto ai 17 voti richiesti.

Il consigliere, con un vero e proprio appello, chiede a De Luca di non far dipendere le sorti di una città come Messina da soli 17 voti e di tenere conto “della maggioranza degli interventi a suo sostegno fatti in Aula durante il dibattito sul Cambio di Passo che, conti alla mano, vanno anche ben oltre questo numero!”.

Dopo i rinvii dei giorni scorsi, è prevista per lunedì prossimo l’ultima parola sulla piattaforma programmatica.

“Trovo davvero surreale il fatto – afferma Gioveni – che il sindaco della 13^ città d’Italia a cui quasi tutte le forze politiche presenti in Aula mercoledì scorso (e solo con qualche distinguo) hanno dato la piena disponibilità a collaborare nel portare avanti i numerosi atti amministrativi inseriti nel cronoprogramma del 2020, voglia determinarsi su una semplice espressione di voto che peraltro,
anche per assenze impreviste, potrebbe determinare un esito non propriamente voluto.

Diversi infatti – prosegue il consigliere – sono stati quei colleghi di singoli
gruppi che, pur manifestando per varie ragioni il loro “no” a votare l’atto di indirizzo del sindaco, hanno ufficializzato la loro posizione di totale apertura e piena condivisione del percorso amministrativo.

Perché quindi rischiare di gettare alle ortiche un lavoro virtuoso e intenso di
18 mesi – insiste l’esponente del Pd – che peraltro è stato portato avanti, partendo dal famoso “salva Messina”, grazie alla condivisione convinta col Consiglio
​ Comunale?

Mi auguro di vivo cuore, quindi – conclude Gioveni – che il sindaco De Luca accolga il mio appello evitando l’espressione di voto dell’Aula e verifichi nei prossimi mesi il lavoro di questo Consiglio Comunale che, come ho ribadito in più occasioni, ha dimostrato finora un grande senso di responsabilità nei confronti di una comunità che in questi giorni ci osserva con ansia e che non credo meriti un responso così drastico che inevitabilmente ingenererebbe incertezza e disorientamento.”

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