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Consegnata, ieri, dal Conte Don Carlo Marullo di Condojanni un’onorificenza dell’Ordine di Malta di Messina all’onorevole Cateno De Luca per l’impegno profuso durante la pandemia nella sua qualità di sindaco della città di Messina.

Nella stanza del sindaco di Messina, Federico Basile, il Sovrano Militare ordine Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme e di Malta ha conferito all’ex sindaco di Messina Cateno De Luca una medaglia per la Campagna Covid-19 istituita con Decreto n.61 del 4 dicembre 2020.

Il prestigioso riconoscimento ha lo scopo di ricompensare l’impegno civile, di dedizione al bene comune e di testimonianza dei valori.

“Abbiamo apprezzato, ha affermato il Conte Don Carlo Marullo di Condojanni consegnando la decorazione, il suo grande impegno in un periodo particolarmente difficile per la città di Messina e i suoi cittadini. Si è speso a difesa e tutela della salute impegnandosi in prima persona e varando misure a sostegno di tutte quelle categorie più deboli che necessitavano di un segno concreto di vicinanza delle istituzioni.”

“Ringrazio l’Ordine di Malta e il Conte Don Carlo Marullo di Condojanni, ha affermato De Luca, per questa onorificenza. Il periodo della pandemia è stato certamente il più difficile che abbiamo dovuto affrontare. Come sindaco della città di Messina mi sono impegnato a garantire una presenza costante dell’amministrazione affinché i cittadini potessero sentirsi meno soli e confusi di fronte alle notizie che si rincorrevano a volte in maniera incontrollata. Un impegno che la città ha apprezzato e per il quale ancora oggi in tanti mi ringraziano. Sono stati novanta giorni complicati, ma l’esperienza fatta, ha concluso De Luca, ci ha fortificati e oggi possiamo senz’altro dire di aver superato quel momento anche grazie al grande senso di responsabilità che la città ha mostrato.”

Lo stesso De Luca fa intanto sapere che il suo movimento ‘Sud chiama Nord’ ha presentato, giovedì scorso, presso la sala stampa della Camera, il manifesto per il Mezzogiorno ‘L’Italia Mediterranea’, proposto da Claudio Signorile e Federico Conte.

Un “Patto tra movimenti e associazioni contro l’autonomia differenziata e per una perequazione delle infrastrutture e dei servizi tra le varie parti del paese”, è il senso della proposta.

All’iniziativa hanno partecipato oltre 40 associazioni. Oltre al movimento fondato da De Luca, erano presenti ‘Mezzogiorno Federato’, ‘Cittadino Sudd’, ‘Coordinamento 2050’, ‘Equità territoriale’, ‘Confederazione italiani nel mondo (CIM)’, ‘Fondazione Nuovo Mezzogiorno’, ‘Fondazione Mare Nostrum’, ‘Forum Riformista’, ‘Nuovi Orizzonti’, ‘Risorgimento Napoletano’, ‘Unità Siciliana’, ‘Ecologia e Diritti’.

Cateno De Luca, nel suo intervento, ha affrontato il tema relativo all’articolo 143 della Legge di Bilancio 2023, in discussione alla Camera e al Senato, che tratta della determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni (LEP), concernenti i diritti civili e sociali che dovrebbero essere garantiti su tutto il territorio nazionale, secondo la norma in corso di approvazione, attraverso un trasferimento di competenze alle Regioni di diverse materie, tra cui sanità, istruzione e beni culturali.

Così, l’on. De Luca ha affermato: “Ci troviamo, ha affermato De Luca, di fronte ad un provvedimento che è figlio di tutto l’arco costituzionale però qui c’è la gara a incolpare l’altra parte politica e la verità è che se andiamo a guardare quando è nato e poi come si è evoluto qui ci sono delle grandi responsabilità trasversali. Siamo di fronte al tentativo di disgregare definitivamente l’Italia. Ciò che questo disegno propone è chiaro e la motivazione è economica. C’è una questione di fondo che rende anche l’articolo 116 comma 3 in totalmente in contrasto col resto del regionalismo cooperativo.  Oggi qualcuno deve dirci se questa non è più una Repubblica basata su regionalismo cooperativo. Mi chiedo dove sono i deputati del meridione? Potrei chiedermi anche dov’erano quando questa norma è stata discussa, ma andiamo ad oggi. Oggi mi auguro che se ci sono deputati che ancora tengono all’Unità d’Italia e che rappresentano il territorio, il meridione lo dimostrino svestendo i panni degli Ascari. Noi ci troviamo con un vero e proprio colpo di Stato che mira a far saltare il modello di Repubblica nel quale siamo cresciuti. Qualcuno sta decidendo che il Meridione deve diventare il nord dell’Africa e il nord deve diventare possibilmente il sud del sistema europeo. Alla luce di tutto questo, ha affermato De Luca, appare quanto mai significativo l’apporto che può dare un movimento meridionalista come Sud chiama Nord, che rappresenti a tutti gli effetti il meridione e che non abbia ovviamente uno steccato ideologico.  È quello che abbiamo iniziato a fare in Sicilia. Ci siamo scontrati con tutti, siamo partiti da un 25% in Sicilia e oggi siamo riusciti ad eleggere un deputato e un senatore. Continuiamo su questo percorso, ha concluso Cateno De Luca,  perché siamo fermamente convinti che il meridione si deve organizzare e deve reagire.”

In conclusione del suo intervento, De Luca ha auspicato una “rivolta dei parlamentari meridionali che pretendano di stracciare l’articolo 143 perché è materia estranea a una legge di stabilità”.

Luigi Politi