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Sul prossimo futuro dell’azienda Messina Servizi incombe la spada di Damocle legata alla chiusura della discarica di Lentini che a livello regionale potrebbe portare spiacevoli sorprese per gli utenti siciliani e messinesi con l’incremento del 50% dell’attuale Tari ma anche stravolgere il piano economico finanziario (PEF) presentato in queste settimane da Messina Servizi in consiglio comunale.

Si dicono preoccupati i segretari generali di FpCgil e Uiltrasporti Francesco Fucile e Michele Barresi a seguito degli incontri tenuti con il presidente del CdAarch Giuseppe Lombardo in merito ai futuri passi dell’azienda rifiuti.

L’attuale piano economico finanziario di Messina Servizi, presentato al consiglio comunale e che dovrebbe andare al voto entro la fine di aprile,disegna un’azienda che si appresta ad avviareulteriori 92 assunzioni per potenziare il settore dello spazzamento, ad oggi carente, a cui aggiungere circa 50 lavoratori stagionali da impiegare nei prossimi mesi da giugno a settembre per le sostituzioni durante il periodo delle ferie dell’attuale forza lavoro.

Un progetto che farebbe arrivare l’azienda ad unorganico di oltre 700 unità disegnando quindi sicuramente un futuro sviluppo industriale .

A tutto questo si aggiunge la recente modifica del contratto di servizio con l’assegnazione in house a Messina Servizi delle attività legate al verde pubblico. Un contratto di oltre 6,5 milioni di euro della durata di sei anni.

La novità, oltre a disegnare per la società partecipata lo sviluppo con nuove attività e nuova occupazione quantificata in ulteriori 150 unità, continuano Fucile e Barresi, tuttavia fa sorgere legittimi dubbi in merito alla precarietà del momento legato all’incognita dell’impiantistica non solo per la discarica di Lentini ma anche alle problematiche burocratiche legate all’ampliamento produttivo non ancora autorizzato della piattaforma di Pace, ma soprattutto alla necessaria stabilizzazione che occorre dare a tutto il sistema della raccolta rifiuti a Messina a cominciare dai livelli occupazionali ad oggi basati su un forte zoccolo duro di lavoratori precari che dopo un anno di lavoro sono in scadenza di contratto già nei prossimi mesi di maggio e giugno.

Il Presidente Lombardo durante l’incontro di Venerdì 16 nulla ha detto circa la conferma dei 140 lavoratori precari della MSBC, continuano i Segretari Generali Fucile e Barresi, ma alla annunciata ipotesi di nuova occupazione il sindacato ovviamente si è reso disponibile ad accompagnare e sostenere l’azienda verso un maggiore sviluppo delle attività ma con il prioritario vincolo che si mantenga in house e pubblico tutto il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti e ivi compreso anche il servizio del verde nello spirito stesso delle modifiche appena votate dal consiglio comunale nel contratto di servizio. In questo senso i sindacati hanno chiesto chiarezza circa il percorso che porterà anche tutto il segmento legato al verde e alla manutenzione delle ville comunali Messina Servizi come unico gestore alla luce del fatto che sono appena scaduti due appalti in cui si vede esternalizzare alcune di queste attività per un totale di 1.600.000 € circa per 12 mesi.

A fronte delle rassicurazioni dell’azienda in merito a possibili esternalizzazioni, il sindacato ha chiesto fortemente, auspicando il coinvolgimento anche del consiglio comunale, che venga redatto un crono programma per conoscere la tempistica dell’avvio in house e la completa internalizzazione anche del servizio del verde e la stabilizzazione delle maestranze .

Fp Cgil e Uiltrasporti si dicono favorevoli a nuova occupazione ma – concludono Fucile e Barresi – pretendiamo la creazione di lavoro stabile all’interno di Messina Servizi e certezze per il futuro di chi già opera all’interno a cominciare dai lavoratori precari oggi in scadenza di contratto. Per tutte le unità lavorative necessarie all’azienda partecipata del comune di Messina oltre le attuali presenti in forza a tempo indeterminato, circa 400 unità necessarie a vario titolo comprese le attività del verde , dovranno essere trovate formule per garantire lavoro stabile e abbassare progressivamente l’attuale alta percentuale di lavoro precario utilizzato.

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