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Il Sindaco “Free Tibet” (già “No Ponte”) Renato Accorinti resta Sindaco di Messina dopo ben 10 ore di estenuante discussione sulla mozione di sfiducia presso l’Aula Consiliare di Palazzo Zanca.

Fallisce miseramente la proposta di mandare a casa il primo cittadino e sono essenzialmente due le motivazioni: la gravissima spaccatura all’interno del Pd e l’aiutino dei “genovesiani”. Era iniziato alle 17,30 di ieri, mercoledì 15 febbraio 2017, la discussione in aula con le varie dichiarazioni di voto dei consiglieri e l’intervento dello stesso Accorinti. Ed era apparso subito chiaro che sarebbe stato sempre più arduo poter raggiungere quota 27 sì. Tifo da stadio fra il pubblico di fede accorintiana presente in gran numero ad assistere alla seduta, a più riprese la seduta è stata sospesa. Ed alla fine i sì si sono fermati a 23 con l’astensione degli uomini di Francantonio Genovese ed il voto addirittura contrario di consiglieri del Pd che hanno disatteso le direttive di una Antonella Russo mai apparsa così “nera”. Da oggi il Sindaco torna in sella conscio che dovrà apportare modifiche e miglioramenti alla propria azione politico-amministrativa ma rimane un anno e mezzo in cui potrà cogliere qualche frutto del proprio lavoro. Il Consiglio comunale esce con le ossa rotte da questa vicenda che ha fatto solo perder tempo, rivelandosi essenzialmente una “operazione di pura buddacia”. La moribonda città di Messina ha bisogno di ben altro!

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