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L’VII commissione consiliare, presieduta dal consigliere La Fauci, prende le distanze dal malcontento manifestato dal sindaco sullo smartworking. La seduta si è conclusa affermando che i dipendenti, durante il periodo clou della pandemia, hanno garantito servizi efficienti. È necessario incrementare le misure di sicurezza che consentano ai lavoratori di espletare le proprie funzioni con serenità.

Si è tenuta a Palazzo Zanca la seduta dell’VIII Commissione consiliare, presieduta dal Consigliere comunale Giandomenico La Fauci, con all’ordine del giorno lo smart working dei dipendenti del Comune di Messina, studio e approfondimento della bozza di regolamento del Consiglio comunale, alla quale hanno preso parte anche i sindacati. Al termine, presidente e componenti dell’VIII Commissione consiliare hanno diffuso una nota in cui affermano che: “Nè i dati della presunta percentuale di lavoratori in smartworking durante il lockdown, né i dati relativi alla presenza fisica dei lavoratori durante le ferie estive sono corrispondenti a quanto effettivamente verificatosi. E’ stato rappresentato un quadro assolutamente non veritiero delle attività lavorative che sono state eseguite proprio durante la fase più dura del lockdown. I lavoratori del Comune di Messina, che ricordiamo ha una dotazione organica di quasi il 50% in meno di quanto previsto dalle normative vigenti, hanno assicurato l’erogazione dei servizi alla cittadinanza con piena efficienza ed efficacia, nonostante lo smartworking (che comunque non ha mai superato il 50% previsto dai DPCM governativi) e nonostante la difficoltà di presenziare fisicamente ai propri uffici a Palazzo Zanca. I risultati amministrativi diffusi da mesi nell’opinione pubblica, del resto, non si sono certamente prodotti da soli, bensì con il supporto tecnico e operativo della macchina comunale, che quindi – come è evidente – non può certamente essere composto solo da lavativi e nullafacenti, se i risultati mirabolanti ottenuti sono stati effettivamente raggiunti. A questa Commissione preme ribadire la necessità di procedere all’applicazione dei protocolli sanitari a tutela dei lavoratori comunali e della cittadinanza.

Ad oggi, desta forte preoccupazione la condizione di sicurezza del Palazzo, che – in vista della recrudescenza dell’ondata epidemiologica – andrebbe rivista e rafforzata. In partiolar modo, vanno potenziate la diffusione e distribuzione delle mascherine monouso, gli strumenti di distanziamento (pareti divisorie, schermi buccali, sistemi di separazione delle code) e quelli di sanificazione: i lavoratori in presenza ma anche i cittadini devono essere messi nella condizione di massima sicurezza, cosa che ad oggi non appare evidente. E’ tempo – conclude il documento dell’VIII Commissione – di restituire la giusta dignità ai lavoratori e condizioni di serenità e collaborazione, uniche premesse per un funzionamento armonico della macchina comunale”.

Sono note le polemiche dei giorni scorsi, che hanno visto battagliare in televisione il sindaco De Luca contro i rappresentanti sindacali, sulla questione del lavoro in modalità smartworking. Il sindaco aveva lamentato il non raggiungimento degli obiettivi semestrali e aveva minacciato di non pagare le indennità dovute, se non si fosse lavorato per recuperare il tempo perduto durante la fase più acuta del Covid.

Livia Di Vona

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