“E’ trascorso quasi 1 anno dall’interdizione dell’ultimo tratto lato nord della nuova via Don Blasco e nessuno in questi 12 mesi ha pensato alle attività commerciali in forte sofferenza!”.
Il consigliere comunale Libero Gioveni, capogruppo di Fratelli d’Italia, raccoglie ancora una volta il grido d’allarme delle imprese operanti nel tratto di strada interrotto per i lavori di realizzazione del viadottino Portalegni, a causa dei forti ritardi accumulati sul completamento della nuova infrastruttura viaria che li sta penalizzando più del dovuto.
“Al netto dell’importanza che questi lavori determineranno alla loro conclusione sulla viabilità cittadina – spiega Gioveni – di contro l’Amministrazione, nonostante le richieste del sottoscritto formalizzate a causa dei continui rinvii per la chiusura dei lavori, nulla ha fatto per tendere una mano a quegli esercenti che, per via della quasi totale inibizione dell’arteria “senza uscita” lato nord, hanno avuto un crollo esponenziale del proprio fatturato, naturalmente dimostrabile!
Era fin troppo evidente il fatto che con la chiusura dell’arteria principale su un versante tutte le attività di quel tronco del cantiere ne avrebbero pesantemente risentito – aggiunge il consigliere – soprattutto in una previsione (poi purtroppo verificatasi) di un inevitabile e reiterato ritardo sui tempi di riapertura e di consegna dell’intera infrastruttura, che adesso sembra essere prevista alla fine di ottobre! Ma sarà proprio così??
Infatti, nelle ripetute audizioni in Commissione consiliare del RUP dell’opera ing. Rizzo, invitato proprio su mia richiesta – ricorda l’esponente di FdI – le date di consegna dell’opera venivano fornite come numeri da dare al lotto (prima 10 marzo, poi 30 aprile, poi luglio e per finire 31 ottobre); periodi evidentemente troppo dilatati che hanno determinato appunto sentimenti di rassegnazione ed esasperazione per questi commercianti.
Sarebbe quanto meno auspicabile, quindi, da parte del sindaco Basile – conclude Gioveni – il varo di misure che possano ammortizzare le evidenti perdite economiche di queste attività, quali per esempio degli sgravi sui tributi e sulle utenze almeno per tutto il 2026 e il 2027″.



