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Sono in fase di completamento gli interventi di riqualificazione dell’ex scuola elementare di via Policastrelli, nella frazione di San Pietro, individuata quale sede del nuovo Centro per l’impiego di Milazzo. L’immobile comunale, da tempo non utilizzato, sarà così restituito alla collettività attraverso una nuova destinazione di interesse pubblico, diventando un punto di riferimento per l’erogazione dei servizi per il lavoro a beneficio dell’intero comprensorio.
Il cronoprogramma dei lavori si avvia alla conclusione. Una volta espletate le verifiche e le procedure previste, si potrà procedere al trasferimento degli uffici regionali, attualmente ubicati in via Tre Monti. L’operazione, secondo le previsioni, potrà concretizzarsi nel corso del prossimo anno.
La nuova sede è stata progettata per accogliere le attività del Centro e rispondere alle esigenze di un bacino territoriale che comprende i Comuni del comprensorio da Villafranca Tirrena a Milazzo. La struttura assumerà pertanto una funzione sovracomunale, contribuendo a rafforzare la presenza e l’accessibilità dei servizi pubblici per il lavoro.
L’intervento comporta un investimento complessivo di 1 milione e 50 mila euro, interamente finanziato dalla Regione Siciliana attraverso le risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). Le opere hanno interessato il piano terra e il primo piano dell’edificio, con interventi di adeguamento e riqualificazione finalizzati a rendere gli ambienti idonei allo svolgimento delle attività istituzionali. In particolare, sono stati previsti l’abbattimento delle barriere architettoniche, l’adeguamento degli impianti e dei requisiti igienico-sanitari, nonché gli interventi necessari al rispetto delle disposizioni in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro. Il finanziamento regionale contempla inoltre la possibilità di provvedere agli arredi, al fine di dotare la struttura delle attrezzature necessarie per l’accoglienza dell’utenza e lo svolgimento dei servizi.
La realizzazione della nuova sede si colloca nell’ambito delle iniziative di potenziamento della rete regionale dei Centri per l’impiego, finalizzate a migliorare l’organizzazione e la fruibilità dei servizi rivolti a cittadini, lavoratori e persone in cerca di occupazione.
“L’Amministrazione comunale esprime soddisfazione per il prossimo completamento dell’intervento, che consentirà di recuperare e valorizzare un patrimonio immobiliare dell’Ente, destinandolo a una funzione strategica per il territorio – afferma il vicesindaco Santi Romagnolo -. L’operazione rappresenta inoltre un esempio di collaborazione istituzionale tra Comune e Regione, con l’impiego delle risorse del PNRR per realizzare un’infrastruttura pubblica a servizio della comunità. Con la conclusione dei lavori e il successivo trasferimento degli uffici, Milazzo potrà quindi disporre di una sede rinnovata e adeguata, destinata a rafforzare i servizi per il lavoro e a offrire un punto di riferimento più funzionale ai cittadini dell’intero comprensorio”.

Rafforzare la rete territoriale di prevenzione e contrasto alla violenza di genere, rendere più accessibili i servizi di ascolto e favorire percorsi di accompagnamento per le donne che vivono situazioni di abuso. Sono gli obiettivi del progetto “Reti in ascolto”, al centro della riunione del Comitato dei sindaci del Distretto socio-sanitario 27, svoltasi nell’aula consiliare e presieduta dal sindaco di Torregrotta, Nino Caselli.
Il Comitato ha esaminato la proposta di candidatura all’avviso pubblico regionale previsto dalla normativa siciliana in materia di prevenzione e contrasto alla violenza di genere. L’iniziativa si inserisce nel percorso già avviato dal Distretto per sostenere l’inclusione sociale e rafforzare gli strumenti di tutela delle persone più vulnerabili.
Il progetto – come ha evidenziato nel suo intervento il responsabile dell’ufficio Piano del Distretto, Filippo Santoro – punta a costruire una rete di relazioni tra Comuni, servizi sociali, strutture sanitarie, centri antiviolenza e associazioni specializzate, in modo da rendere più tempestiva l’individuazione delle situazioni di rischio e facilitare l’accesso ai servizi. La proposta prevede l’attivazione di sportelli territoriali dedicati all’ascolto e all’orientamento, con la possibilità di indirizzare le donne verso i centri antiviolenza e le strutture competenti per la presa in carico.
La rete non si limiterà alla prima accoglienza. L’obiettivo è favorire, attraverso il raccordo tra i soggetti coinvolti, percorsi di sostegno che possano comprendere anche l’accompagnamento verso soluzioni abitative, il reinserimento sociale e l’inserimento lavorativo delle donne vittime di violenza.
Accanto agli sportelli sono previste iniziative di informazione rivolte alla cittadinanza e attività formative per sensibilizzare il territorio, diffondere la conoscenza dei servizi disponibili e promuovere una maggiore capacità di riconoscere i segnali di disagio e di abuso. La prevenzione, infatti, passa anche dalla possibilità di intercettare tempestivamente le situazioni di fragilità, evitando che possano aggravarsi.
Per la realizzazione del progetto il Distretto intende valorizzare il personale già disponibile, integrandone le competenze con il contributo di realtà associative dotate di specifica esperienza.
Alla manifestazione di interesse hanno partecipato tre soggetti: l’associazione Colo Tulevi, un’associazione con sede a Barcellona Pozzo di Gotto che dispone di un centro antiviolenza e il Centro studi SIAPA, già attivo in collaborazione con il Distretto. Con i soggetti interessati sono stati predisposti appositi protocolli d’intesa, destinati ad accompagnare la candidatura.
La proposta prevede un finanziamento massimo di 25 mila euro, a fronte di una dotazione regionale complessiva indicata nell’avviso pari a 258.350,77 euro. La piena attuazione degli interventi resta pertanto subordinata all’ammissione al finanziamento. Il progetto punta a mettere in rete le risorse pubbliche e le competenze specialistiche del territorio, evitando sovrapposizioni e rafforzando la collaborazione tra i diversi servizi.
Al termine dell’iter amministrativo, la deliberazione dovrà essere approvata, pubblicata e trasmessa agli uffici regionali insieme alla documentazione e ai protocolli d’intesa, nel rispetto delle scadenze previste dall’avviso. L’atto attribuisce al responsabile dell’Ufficio Piano il compito di curare gli adempimenti conseguenti.
Con “Reti in ascolto” il Distretto socio-sanitario 27 – ha detto il presidente Caselli – intende dunque consolidare un sistema territoriale capace di offrire alle donne non soltanto un punto di riferimento, ma un percorso di ascolto, protezione e accompagnamento. Un lavoro di rete nel quale la collaborazione tra istituzioni e associazioni può contribuire a rendere più vicini e accessibili gli strumenti di prevenzione e tutela.

Dopo oltre dieci anni di attesa, via Bevaceto si prepara finalmente a tornare percorribile. I lavori di messa in sicurezza sono stati completati e l’intervento sul muro di contenimento, che aveva rappresentato il problema principale per la viabilità, è arrivato al traguardo. Ma per restituire formalmente la strada ai cittadini manca ancora un passaggio amministrativo: l’ordinanza di riapertura. Adempimento che sarà definito nel giro di qualche giorno dal comandante della Polizia locale, Salvatore Campagna e che comunque rappresenterà l’epilogo di una vicenda quasi paradossale. Via Bevaceto, con il suo affaccio sul Golfo, è rimasta interdetta al traffico per anni, creando disagi e alimentando le richieste di intervento da parte della comunità locale. Il percorso per arrivare ai lavori è stato lungo. Nel dicembre 2025 era stato approvato il progetto esecutivo da 150 mila euro, finanziato dalla Protezione civile regionale, destinato proprio alla sistemazione del muro di contenimento e al ripristino della viabilità. Poi l’approvazione del progetto, munito dei pareri della Soprintendenza, del Genio civile e dell’Asp e l’apertura del cantiere.
“Abbiamo raggiunto un altro risultato atteso da anni – commenta il sindaco Pippo Midili – . Non soltanto il completamento di un intervento di sicurezza, ma la restituzione alla comunità di un collegamento importante e di un luogo che rappresenta anche uno dei punti panoramici più suggestivi di Milazzo”.

 

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