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Volontà unanime degli operatori del porto di dar vita ad una associazione consortile che sia finalizzata a rappresentare le esigenze e le prospettive di sviluppo del porto, per condividere assieme all’Amministrazione comunale, nuove strategie per il rilancio di uno scalo che – è emerso nei vari interventi – da troppo tempo è stato e continua ad essere dimenticato dall’Autorità di sistema portuale.

“In questi anni abbiamo sempre sentito parlare di interventi a favore del porto di Milazzo – ha detto il sindaco Pippo Midili, introducendo i lavori in aula consiliare – ma nel concreto a parte la realizzazione di un terminal durante la presidenza Garofalo e lo spostamento del pontile aliscafi, non si è visto nulla di concreto. Adesso si annuncia l’inizio del dragaggio, ignorando però che siamo in ritardo di un ventennio. Non mi soffermo neppure sulla situazione, ormai senza parole, della banchina XX Luglio, rimasto un cantiere abbandonato”.

Il sindaco ha aggiunto che spesso si immaginano progetti per il porto senza coinvolgere però la città di Milazzo, né nelle sue rappresentanze politiche, nè tantomeno gli stessi operatori. “Appare evidente che questa situazione non può continuare ad esistere – ha detto Midili – e l’Amministrazione pretende di avere un rapporto paritario e non subalterno con l’Autorità di sistema e di interfacciarsi sostenendo le esigenze degli operatori del Cluster marittimo”.

Da qui – ha aggiunto l’assessore Maurizio Capone – l’idea del Consorzio che raggruppi compagnie di navigazione, imprese marittime, ormeggiatori, piloti, società che svolgono attività all’interno dello scalo mamertino, con il Comune che sarà il riferimento di tutte le realtà.

Un invito raccolto dagli operatori intervenuti. “Effettivamente – ha affermato il direttore di Liberty Lines, Nunzio Formica – Milazzo in questi anni di grandi cambiamenti della portualità è rimasta al palo, e oggi è la cenerentola della nostra regione nonostante sia il porto di riferimento dell’arcipelago eoliano e registri un notevole movimento di passeggeri. Da tempo siamo assenti dal tavolo delle decisioni che riguardano il nostro scalo e ciò non è possibile sia perché altri scali crescono in maniera notevole e poi soprattutto perché il rilancio di Milazzo è legato proprio alla portualità”. Dello stesso avviso Nino Catanzaro e Alessandro Mellina che hanno ribadito che quello di Milazzo è un porto dalle grandi potenzialità anche a livello nazionale, sino ad ora “soffocato” da scelte mai condivise dagli addetti ai lavori. Per Ivo Blandina il vero nodo è legato proprio all’assenza di una pianificazione, ma ancor prima di una analisi strategica, cosa inverosimile per un porto che registra un movimento di oltre un milione e 300 mila passeggeri. “Ecco quindi che dar vita ad una società consortile che possa interfacciarsi con l’Amministrazione che a sua volta dialogherà, sono certo, alla pari, con l’Autorità di sistema, potrà consentirci di iniziare a pensare alle infrastrutture (banchine e viabilità), ai traffici commerciali e turistici, al diportismo. In una sola parola all’offerta di quei servizi che devono essere sinonimo di produttività e ricchezza per tutti”

 

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