Milazzo. Debiti fuori bilancio, ok da Prima Commissione. E Alesci interviene su ritardi bilanci e gestione dissesto

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Fumata bianca in commissione consiliare per i due debiti fuori bilancio. Con cinque voti favorevoli (Spinelli, Italiano, Quattrocchi, Nanì e Piraino), uno contrario (Midili) e una astensione ( il presidente Foti) è stato dato parere favorevole alle due delibere relative alle spese per la discarica dei rifiuti e la gestione del depuratore sostenute nel primo quadrimestre del 2016.
Il consigliere Midili, che ha votato contro, ha contestato non tanto il debito quanto la decisione degli uffici di non pagare in quanto si trattava – ha detto – di spese indifferibili al pari degli stipendi e delle utenze dell’energia elettrica. Adesso l’ultima parola spetterà al consiglio comunale.

Intanto in merito alla situazione economico-finanziaria e ai ritardi sui bilanci e sulle procedure di dissesto, il consigliere comunale Francesco Alesci ha rilasciato la seguente dichiarazione:

“Purtroppo continua a non registrarsi quella accelerazione che ad inizio anno aveva annunciato il sindaco e il rischio è non solo di vedere compromesso quello che resta di questo mandato, ma condizionare pesantemente il prossimo governo cittadino. Senza l’allineamento dei bilanci, che reputo difficilmente avverrà da qui alla fine del mandato di Formica e soprattutto senza un minimo di chiarezza per quel che concerne la situazione debitoria, l’attestazione della massa passiva e soprattutto le modalità di estinzione della stessa, sarà concreta l’ipotesi di dover dichiarare un nuovo dissesto nel 2020. Chi si assumerà questo onere? Sicuramente non i consiglieri uscenti. Dovranno farlo quelli appena eletti? Ho più di un dubbio. Il dato certo è che questo dissesto ormai da oltre cinque anni ha messo in ginocchio la città e la stessa politica”.

Il consigliere si sofferma poi anche sui ritardi relativi ai Regolamenti comunali. “Occorre definirne ben sette, cui si aggiunge lo Statuto, ma a distanza di mesi, anzi aggiungerei di oltre un anno, non si muove foglia e l’apparato burocratico non ha consentito al consiglio comunale di potersi pronunciare. Questa è una situazione che mortifica il ruolo del consigliere”.

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