Un luogo riservato dove poter fare una domanda, raccontare una difficoltà o semplicemente trovare qualcuno disposto ad ascoltare. È questa la funzione di “Io ti ascolto”, il progetto inserito nell’App istituzionale “Milazzo” e rivolto in particolare ai giovani, ma più in generale a chi sta attraversando un momento difficile e sente il bisogno di parlare senza esporsi.
L’iniziativa, promossa e curata dall’assessorato ai Servizi sociali del Comune di Milazzo, è operativa ormai da quasi un anno e punta a offrire un primo spazio di ascolto e orientamento attraverso un gruppo di professionisti. Un progetto nato dalla necessità di intercettare anche quei disagi che spesso rimangono nascosti, soprattutto tra gli adolescenti, quando vergogna, paura del giudizio o difficoltà nel confidarsi con gli adulti impediscono di chiedere aiuto.
Il funzionamento è semplice: attraverso l’applicazione il ragazzo può rivolgersi in forma anonima ai professionisti, porre una domanda o raccontare ciò che sta vivendo. A rispondere sono figure con competenze specifiche, messe a disposizione nell’ambito delle attività dei Servizi sociali comunali, in grado di fornire un primo orientamento e, quando necessario, indicare il percorso più adeguato. L’anonimato rappresenta uno degli aspetti qualificanti dell’iniziativa: permette di affrontare anche temi delicati senza il timore di essere riconosciuti o giudicati.
A curare lo sviluppo dell’applicazione è stato Giancarlo Campisi, promotore e sviluppatore del progetto, che ne ha illustrato le caratteristiche e le possibilità di utilizzo. L’obiettivo non è sostituire i percorsi di assistenza o le figure professionali che operano direttamente sul territorio, ma creare una porta di accesso semplice e immediata all’ascolto, capace di intercettare un disagio prima che rimanga isolato.
Il progetto utilizza così uno strumento quotidiano per i più giovani, lo smartphone, per avvicinare i ragazzi ai servizi e abbattere una delle principali difficoltà quando si parla di disagio adolescenziale: il primo passo, quello di chiedere aiuto.
In quasi un anno di attività, “Io ti ascolto” si è quindi consolidato come uno degli strumenti attraverso i quali i Servizi sociali comunali cercano di intercettare i bisogni delle nuove generazioni, portando l’ascolto anche fuori dagli spazi tradizionali e rendendolo più vicino, accessibile e soprattutto meno difficile da avviare.
Il Consiglio comunale di Milazzo tornerà a riunirsi giovedì 24 settembre alle ore 19. La seduta prevede, dopo gli interventi preliminari, un ordine del giorno articolato in sei punti, con diversi provvedimenti di natura finanziaria e amministrativa e una mozione dedicata alla prevenzione e al contrasto della violenza sulle donne.
I lavori si apriranno con la lettura e l’approvazione dei verbali delle sedute precedenti, dal numero 71 al numero 77 del 2026.
Al secondo punto è prevista l’approvazione dell’adeguamento del Programma triennale dei lavori pubblici 2026-2028, dell’elenco annuale dei lavori per il 2026 e del Programma triennale degli acquisti di beni e servizi 2026-2028, con il conseguente aggiornamento del Documento unico di programmazione (Dup) 2026-2028.
Il Consiglio sarà quindi chiamato ad esaminare una variazione al bilancio di previsione finanziario 2026-2028, ai sensi dell’articolo 175 del decreto legislativo 267/2000.
Due successivi punti riguarderanno invece la ratifica di altrettante deliberazioni della Giunta municipale relative a variazioni d’urgenza al bilancio. Si tratta della delibera di Giunta municipale n. 113 del 29 luglio 2026, relativa alla variazione n. 25, e della delibera n. 122 del 7 agosto 2026, relativa alla variazione n. 29.
A chiudere la seduta sarà un tema di particolare rilevanza sociale. L’aula discuterà infatti la mozione per l’istituzione della rete comunale dei “Punti Sicuri” per la prevenzione e il contrasto della violenza sulle donne, presentata dai consiglieri comunali Maria Magliarditi e altri due firmatari.
L’iniziativa punta a creare una rete di luoghi riconoscibili e facilmente accessibili ai quali una donna possa rivolgersi in una situazione di difficoltà o di pericolo, rafforzando sul territorio gli strumenti di prevenzione, ascolto e orientamento.18



