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Una stanza per ascoltare, prima ancora che per parlare. Uno spazio nel quale i ragazzi possano sentirsi accolti, senza giudizi, e trovare un punto di riferimento nei momenti di difficoltà.

È stata inaugurata all’Istituto Comprensivo Terzo di Milazzo la quinta tappa di “The Room of Feeling”, il progetto di arte partecipata e prevenzione delle dipendenze giovanili ideato dal pittore di quartiere Igor Scalisi Palminteri nell’ambito di @Lab_School, il programma dell’Assessorato regionale all’Istruzione e alla Formazione Professionale finanziato con oltre 1,7 milioni di euro per il contrasto alle dipendenze giovanili. Un progetto condiviso dal dirigente scolastico Alessandro Greco.
Alla cerimonia hanno partecipato il sindaco Pippo Midili, l’assessora alla Pubblica Istruzione Giulia Buono e il comandante della Compagnia dei Carabinieri di Milazzo Alberto Del Basso, insieme ai docenti, agli studenti e alla comunità scolastica. Presente anche la dottoressa Chiara Schirò, rappresentante dell’Asp
La stanza è il risultato di tre giorni di lavoro che hanno coinvolto, a partire dal 14 settembre, studenti, insegnanti, genitori e personale scolastico insieme a Scalisi Palminteri. Pennelli, parole e immagini sono diventati gli strumenti attraverso i quali costruire un luogo destinato a rimanere nella scuola e a svolgere una funzione ben precisa: offrire ascolto ai giovani in difficoltà e favorire il collegamento tra scuola, servizi sociali, ASP e forze dell’ordine nelle attività di prevenzione e intervento.
Milazzo rappresenta la quinta delle nove province siciliane coinvolte nel progetto, tutte appartenenti alla rete SHE – Schools for Health in Europe, il network internazionale delle scuole impegnate nella promozione della salute, del benessere e dei corretti stili di vita.
Il progetto riprende un percorso già avviato nell’Istituto Comprensivo Terzo. Lo scorso anno, infatti, era stato realizzato un murale dagli alunni che avevano partecipato al laboratorio “Arte, pittura e prevenzione: il potere della creatività contro le dipendenze”, coordinato dallo stesso Scalisi Palminteri.
Questa volta, però, l’arte non si ferma all’opera realizzata. La stanza nasce infatti con l’ambizione di diventare uno spazio permanente, un’antenna territoriale capace di intercettare fragilità, disagio e richieste di aiuto prima che possano trasformarsi in situazioni più difficili.
Parallelamente al laboratorio artistico, il percorso ha coinvolto anche IncontroSenso con un laboratorio di media education. Attraverso la narrazione digitale e strumenti anonimi, i ragazzi hanno potuto far emergere emozioni, pensieri e storie difficili da raccontare direttamente. Al centro del lavoro – come ha sottolineato Palminteri – c’è stata anche una riflessione sul giudizio che spesso accompagna le situazioni di dipendenza. Quando il problema emerge, infatti, il rischio è quello di passare rapidamente dall’etichetta al giudizio, dal giudizio all’isolamento e dall’isolamento all’emarginazione. Un meccanismo che può coinvolgere non soltanto i ragazzi, ma anche le loro famiglie. Da qui l’idea di fare del non giudizio uno dei principi fondamentali della nuova stanza. Un luogo nel quale poter parlare senza paura di essere etichettati e nel quale la richiesta di aiuto possa essere considerata non una debolezza, ma un primo passo verso la soluzione del problema.
Significativa anche la metafora utilizzata durante il percorso delle funi intrecciate, scelta per rappresentare il gruppo come nodo, legame e connessione positiva. Un’immagine che sintetizza il messaggio dell’intero progetto: davanti alle fragilità dei più giovani non basta l’intervento del singolo, ma serve una comunità capace di fare rete.
Ed è proprio su questo punto che Scalisi Palminteri ha richiamato l’attenzione della comunità scolastica. La stanza, ha sottolineato, non deve diventare soltanto un simbolo o un intervento estetico. La “scatola” realizzata attraverso il laboratorio deve essere riempita di contenuti, azioni e impegno concreto. Il valore dell’opera, quindi, dipenderà dalla capacità della scuola e del territorio di mantenerla viva attraverso l’ascolto e le relazioni.
L’obiettivo è fare insomma della Room of Feeling un luogo nel quale studenti, docenti e famiglie possano trovare attenzione e sostegno, rafforzando quella rete di adulti che può essere fondamentale nell’intercettare i primi segnali di disagio.
Tra le prospettive emerse anche quella di dedicare il prossimo percorso laboratoriale proprio al tema del non giudizio, trasformandolo in un ulteriore momento di confronto e partecipazione.
La nuova stanza dell’Istituto Comprensivo Terzo non è dunque soltanto uno spazio fisico. È soprattutto una dichiarazione di intenti: di fronte alle fragilità dei giovani, la risposta deve essere l’ascolto e non il giudizio, la comunità e non l’isolamento.

Due giornate per parlare di mare, educazione e futuro, con l’UNESCO e la rete internazionale delle Blue Schools. Il MuMa Museo del Mare di Milazzo, all’interno del Castello, ospiterà venerdì 18 e sabato 19 settembre due appuntamenti dedicati all’Ocean Literacy, l’Educazione all’Oceano, inseriti nel programma della settimana UNESCO a Milazzo.
Un doppio appuntamento che punta a coinvolgere non soltanto esperti e addetti ai lavori, ma soprattutto studenti, insegnanti, famiglie e cittadini, con l’obiettivo di trasformare la conoscenza del mare in consapevolezza e responsabilità.
Si comincia venerdì 18 settembre alle 18 con la conferenza “Educazione all’Oceano, incontro con Francesca Santoro”. A guidare il pubblico alla scoperta dell’Ocean Literacy sarà Francesca Santoro, Senior Programme Officer della Commissione Oceanografica Intergovernativa dell’UNESCO e tra le principali esperte internazionali del settore.
L’incontro sarà costruito soprattutto come un dialogo con le nuove generazioni. Santoro affronterà il rapporto tra l’oceano e la vita quotidiana, spiegando quanto il mare influenzi le nostre esistenze e, allo stesso tempo, quanto le attività dell’uomo incidano sulla sua salute. Ampio spazio sarà dedicato alle domande degli studenti, chiamati a confrontarsi direttamente con una delle figure di riferimento internazionali nel campo dell’educazione all’oceano.
A portare i saluti istituzionali saranno il sindaco di Milazzo Pippo Midili, il presidente dell’Area Marina Protetta Capo Milazzo Giovanni Mangano e il direttore e fondatore del MuMa Carmelo Isgrò.
L’appuntamento, gratuito e aperto alla cittadinanza, assume un significato particolare anche per il luogo che lo ospita. Il MuMa, all’interno dell’antico Castello, è diventato negli anni uno spazio dedicato alla conoscenza del mare, alla divulgazione scientifica e alla sensibilizzazione sulle tematiche ambientali.
Il giorno successivo, sabato 19 settembre, l’attenzione si sposterà direttamente sul mondo della scuola con “Blue School Sicilia”, giornata di formazione e confronto dedicata alle scuole siciliane interessate a entrare nella Rete Europea delle Blue Schools.
I lavori prenderanno il via alle 9 e saranno coordinati da Carmelo Isgrò. L’obiettivo è spiegare concretamente a dirigenti, docenti ed educatori cosa significa diventare una Blue School, come aderire alla rete e come inserire l’Educazione all’Oceano nei percorsi didattici.
La giornata metterà a confronto esperienze e competenze diverse, con la partecipazione di rappresentanti dell’UNESCO, del mondo universitario e della ricerca, docenti, associazioni e organizzazioni impegnate nella tutela del mare. Tra gli ospiti Francesca Santoro e Bernardo Reduto Leal della Commissione Oceanografica Intergovernativa dell’UNESCO, Dominika Wojcieszek della rete EMSEA-European Blue School Network, Maria Tomarchio e Raffaella Strongoli dell’Università di Catania, Antonella Portarapillo, dirigente dell’Istituto comprensivo “Ferdinando Russo”, scuola capofila della Rete Blue Schools di Napoli, oltre a rappresentanti di Marevivo, della Fondazione Acqua dell’Elba, de La Nave di Carta e dello stesso MuMa.
Non sarà però soltanto una giornata di approfondimento. Nel pomeriggio il programma entrerà nella fase più operativa: alle 15 è prevista una tavola rotonda con discussione libera, alle 16 un workshop rivolto ai docenti per progettare concretamente percorsi Blue School e alle 17 un laboratorio dedicato ai bambini.
Il filo conduttore delle due giornate sarà l’idea che l’Ocean Literacy non coincida semplicemente con la conoscenza scientifica del mare. Educare all’oceano significa infatti mettere in relazione ambiente, cultura, società e cittadinanza, aiutando gli studenti a comprendere il legame tra le proprie scelte quotidiane e la salute degli ecosistemi marini.
Per Milazzo si tratta anche di un’occasione per consolidare il proprio ruolo nel campo della divulgazione e dell’educazione ambientale. La presenza di esponenti dell’UNESCO e della rete europea delle Blue Schools porta infatti nel cuore del Castello un confronto internazionale destinato soprattutto a lasciare strumenti e percorsi concreti alle scuole siciliane.
Dalla conoscenza all’azione, è questo il passaggio che le due giornate al MuMa intendono favorire: conoscere l’oceano per comprenderne l’importanza, sviluppare consapevolezza e trasformarla in comportamenti e progetti capaci di coinvolgere le nuove generazioni nella tutela del mare.

 

Sport, ambiente, inclusione ed educazione alla sostenibilità saranno al centro dell’iniziativa “Sport, Natura e Movimento – Lo sport quale strumento di tutela ambientale, valorizzazione del territorio ed educazione alla sostenibilità in AMP Capo Milazzo”, in programma domenica 20 settembre 2026, dalle ore 9 alle 13, nell’Area Marina Protetta Capo Milazzo.
L’appuntamento è organizzato dall’Area Marina Protetta Capo Milazzo in collaborazione con il Movimento Sportivi Milazzesi, il Comune di Milazzo e la Fondazione SportCity, nell’ambito di “Natura e Movimento”, iniziativa promossa dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.
Per una mattinata, alcuni degli angoli più significativi dell’area protetta si trasformeranno in una vera palestra naturale a cielo aperto, offrendo ai partecipanti l’opportunità di praticare attività sportive immersi nei paesaggi e negli ecosistemi dell’AMP.
Le attività interesseranno il Sentiero naturalistico di Ponente fino alle Piscine di Venere, l’area delle ex Casermette – Centro visite dell’AMP Capo Milazzo e lo specchio acqueo compreso tra Gamba di Donna e la Baia di Sant’Antonio.
Numerose le discipline previste nel corso della mattinata: snorkeling, yoga, triathlon, fitness, pilates, tiro con l’arco, arti marziali, OCR e danza. Alla realizzazione dell’iniziativa contribuiranno associazioni e società sportive del territorio, insieme a Marevivo, MuMa e Worldrise.
L’obiettivo non è soltanto promuovere la pratica sportiva, ma utilizzare lo sport come strumento di conoscenza e sensibilizzazione ambientale. Vivere direttamente gli ambienti terrestri, costieri e marini dell’Area Marina Protetta significa infatti entrare in contatto con ecosistemi di grande valore, comprenderne la fragilità e sviluppare una maggiore consapevolezza sull’importanza della loro tutela.
L’iniziativa si inserisce in un percorso che punta a rafforzare il rapporto tra benessere, sport, educazione ambientale e valorizzazione del territorio, trasformando l’AMP in uno spazio di partecipazione e cittadinanza attiva.
«Il 20 settembre Capo Milazzo diventerà un grande spazio aperto nel quale sport, natura, benessere e inclusione potranno incontrarsi – afferma il presidente dell’Area Marina Protetta Capo Milazzo, Giovanni Mangano –. Vogliamo trasmettere soprattutto ai più giovani un messaggio semplice ma fondamentale: conoscere e vivere il territorio significa anche imparare ad averne cura. Lo sport può essere un alleato importante dell’educazione ambientale perché permette di entrare in contatto diretto con la natura, comprenderne il valore e sviluppare un senso di responsabilità nei confronti dell’ambiente».
La giornata rappresenterà quindi un’occasione per vivere l’Area Marina Protetta attraverso attività diverse, favorendo al tempo stesso la conoscenza del patrimonio naturale di Capo Milazzo e la diffusione di comportamenti consapevoli e rispettosi dell’ambiente.
Con “Sport, Natura e Movimento”, l’AMP Capo Milazzo conferma così la volontà di promuovere un modello di fruizione del territorio nel quale sport e tutela ambientale possano procedere insieme, facendo della conoscenza uno dei principali strumenti per la conservazione del patrimonio naturale.

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