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Si è concluso l’iter burocratico di assegnazione della piscina comunale per il prossimo triennio alla nuova società, la “Asd sporting club San Giovanni Milazzo” che ha anche provveduto al deposito della fideiussione.

Nel giro di qualche giorno il Comune metterà a disposizione del gestore l’impianto di via Valverde per consentire l’esecuzione dei lavori indispensabili per poter far ripartire l’attività natatoria, prima possibile, verosimilmente già nel mese di gennaio.
La concessione del servizio di gestione della piscina comunale sarà sino al 2023. Il canone che dovrà essere versato annualmente al Comune ammonta a 14.630 euro.
Il nuovo gestore, che nella gara svoltasi nel 2013 si era classificato al secondo posto e che, per questo, è stato interpellato dal Comune, ha dovuto accettare l’impianto nello stato di fatto in cui si trovava e ad assumere ogni onere e responsabilità riguardo a permessi, autorizzazioni e quant’altro necessario sotto il profilo amministrativo, sanitario e tecnico» per il funzionamento della piscina stessa. Non solo. Dovrà spendere circa 50 mila euro per rimettere la piscina nella sua piena funzionalità ed avviarne conseguentemente la riapertura.

Patrimonio archeologico, Foti propone un protocollo con il parco di Tindari e l’Università

Il consigliere Antonio Foti ha presentato una mozione con la quale impegna l’Amministrazione comunale ed in particolare l’assessorato ai BB.CC a valutare la stipula di un Protocollo d’Intesa tra il Comune di Milazzo, il Parco Archeologico di Tindari e il Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne dell’Università di Messina con l’obiettivo di tutelare, valorizzare e promuovere il patrimonio archeologico di Milazzo.

Foti, dopo aver ricordato che nel territorio del Comune di Milazzo nel corso degli anni sono state effettuate diverse campagne di scavi che hanno portato alla luce numerosi reperti archeologici, sottolinea che il Comune di Milazzo rientra all’interno del Parco Archeologico di Tindari con l’Antiquarium archeologico e l’Area Archeologica di Viale dei Cipressi. “Senza dimenticare l’imponente area archeologica che insiste all’interno della Cittadella Fortificata che andrebbe maggiormente tutela e valorizzata attraverso i percorsi e la cartellonistica esplicativa già presente all’interno del Maniero”.

 

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