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Prosegue impietoso il triste scenario, fino alla giornata odierna, di vedere la famosa cagnolina “Primula”, ribattezzata con il nome dell’adiacente residence di via Contura che provvede a sfamarla insieme ad altri astanti, che vaga solitaria da più di un anno sull’asse viario tra indifferenza e menefreghismo. Vani i molteplici tentativi di recuperare e mettere in salvo la bestiolina, che quotidianamente mette a repentaglio la sua vita per il transito dei veicoli che ad alta velocità passano dal trafficato tratto in cui si trova, tra via San Paolino e l’uscita di via Spiaggia di Ponente. La sua dolce presenza, di contro, mina la sicurezza stradale dei guidatori. C’è da dire, a onor del vero, che a più riprese anche poco prima del lockdown, Primula aveva richiamato degli interventi

tra veterinari e operatori volontari di associazioni animaliste, senza mai riuscire nell’intento di porre fine a questo calvario. I promotori di queste iniziative avevano addirittura richiesto la chiusura dell’arteria per riuscire a bloccarla ma la proposta non è stata mai autorizzata, probabilmente perché avrebbe comportato gravi disagi per la circolazione viaria. Primula riesce sempre a divincolarsi, fuggendo tra le macchine e trovando rifugio nelle sterpaglie, evitando così di farsi prendere, evidentemente a causa di movimenti sbagliati che provocano solitamente questa reazione negli animali. Intanto anche oggi il suo vagare è stato sinonimo di notevole rischio per la sua incolumità e per tutti i mezzi che sfrecciavano sulla carreggiata. Molti studi di esperti dichiarano che il cane, con il suo forte istinto sociale, sente l’eseigenza di interagire continuamente con l’uomo e quindi può subire un forte trauma per l’abbandono, inteso come tradimento della fiducia incondizionata che ripone nel suo padrone. Come nell’uomo, tuttavia, anche i cani possiedono caratteri diversi e dunque la modalità di affrontare il trauma si diversifica molto tra le varie razze. Resta inteso che il tradimento viene avvertito in maniera istintiva dal cane, e non si dimentica del luogo dove magari è stato lasciato e aspetta invano il ritorno di colui in cui credeva. L’aspetto positivo è che mediante un trattamento adeguato, che rispetti la sua specie, si può sperare in un suo recupero e, soprattutto, in una re-introduzione in una nuova famiglia. Salvare Primula può diventare la scommessa solidale da vincere per una città in cui non primeggia per la tutela degli animali.

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