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Dopo oltre dieci anni di chiusura, la Chiesa di Sant’Antonio di Padova, nella frazione Santa Maria, si prepara a riaprire grazie al finanziamento di 95.000 euro destinato al completamento degli interventi di restauro. Un risultato atteso dalla comunità, che vede finalmente avviata la fase conclusiva di un percorso rimasto sospeso per troppo tempo.

La facciata in pietra chiara, il timpano triangolare, il rosone centrale: elementi che raccontano una storia antica, profondamente radicata nella tradizione religiosa dei Nebrodi. Il restauro, mirato al recupero delle superfici e degli elementi lapidei, restituirà all’edificio il suo decoro originario, preservandone integralmente l’impianto storico.
La chiesa è da tempo considerata un punto strategico per la promozione turistica del territorio: la locale Pro Loco l’aveva inserita negli itinerari naturalistici dedicati a camminatori e visitatori, riconoscendone il valore storico, culturale e religioso. La riapertura rafforza così un percorso di valorizzazione che unisce fede, paesaggio e identità locale.
«Il restauro della Chiesa di Sant’Antonio di Padova – ha sottolineato il sindaco Antonino Todaro – rappresenta un atto di responsabilità verso la nostra storia e verso i concittadini che da anni attendevano questo momento. È un risultato concreto, frutto di impegno, collaborazione e determinazione. Restituire questo luogo alla comunità significa custodire la memoria collettiva e investire nel futuro del nostro territorio».
Sulla stessa linea l’assessore al Turismo e vicesindaco Fabio Truglio, la consigliera comunale Giusy Arlotta e l’esperto per la valorizzazione del patrimonio immobiliare del Comune Francesco Di Salvo:

«Desideriamo rivolgere un sincero e sentito ringraziamento all’assessore regionale al Turismo, allo Sport e allo Spettacolo Elvira Amata per la costante attenzione e per la particolare sensibilità dimostrate nei confronti della comunità di Montalbano Elicona. Il suo sostegno verso le nostre borgate, ricche di storia e tradizioni ma purtroppo a costante rischio spopolamento, rappresenta un segnale concreto di vicinanza e di visione per il futuro dei piccoli borghi».

Un intervento significativo per il comune montano, dove la distanza dalle strutture sanitarie dei centri costieri può rendere più complesso l’accesso alle cure.

In un comprensorio complesso, poter contare su servizi più vicini assume un valore particolare, soprattutto per le persone che incontrano maggiori difficoltà negli spostamenti. La nuova struttura si inserisce nel modello nazionale di riorganizzazione dell’assistenza sanitaria, che punta a rafforzare la rete territoriale e a favorire una maggiore integrazione con quella ospedaliera.

Per Montalbano Elicona, l’apertura rappresenta un passo importante nell’attenzione verso le esigenze della popolazione e nella valorizzazione dei servizi essenziali nelle aree interne. La disponibilità di presidi locali, infatti, contribuisce a sostenere la qualità della vita e la tenuta delle comunità che vivono lontano dai principali centri urbani.

«La Casa di Comunità – ha dichiarato il sindaco Antonino Todaro – costituisce un risultato importante per Montalbano Elicona e per l’intero comprensorio. Garantire attenzione alle esigenze dei territori montani significa riconoscere il valore delle comunità locali e l’importanza di servizi essenziali accessibili anche al di fuori dei principali centri urbani. Ringrazio l’ASP di Messina per aver realizzato questo intervento, che segna un passo significativo per il nostro comune e per i cittadini».

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