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Tra le oltre 130  iniziative organizzate in tutta Italia dall’Arci si inseriscono anche i circoli della Provincia di Messina Centopassi di Torregrotta, Cohiba di Barcellona e Senza Confini di Furnari che domani in occasione del 25 aprile, in cui si commemora la giornata della Liberazione, presso la distesa di ulivi di Via Faro di Capo Milazzo, alle ore 11, daranno il via ad “OHM Resistenze Sociali”.

L’ohm, unità di misura della resistenza elettrica, è stata scelta per rappresentare un’intensa giornata di attività culturali volte a rendere merito a una delle date più importanti della storia del nostro Paese. Alla manifestazione saranno presenti anche Rete degli Studenti, Fiom Cgil, Legambiente Longano, Cittadini contro l’inceneritore del Mela e  Mamme per la vita Onlus.

“I valori della Resistenza nel loro più intrinseco significato di non accettazione di alcun tipo di sottomissione, di opposizione ai soprusi e di riscatto sociale muovono le quotidiane lotte dell’ Arci – si legge nella nota – e non esiste data migliore del 25 aprile per condividere con quanti vorranno il nostro estremo bisogno di cambiare rotta in una società che rischia di perdere il ruolo di protagonista diventando spettatrice inerme.

In un periodo storico particolarmente critico non solo per l’Europa, la Festa della Liberazione dal nazifascismo del 25 aprile quest’anno assume significati molteplici ai quali l’Arci non può non dare rilievo.
Riaffiorano impervie discriminazioni e nazionalismi, l’estrema destra si affaccia sul panorama mondiale minacciando la ricomparsa di quei muri e di quelle barriere che mettono a rischio l’intera umanità, il conflitto siriano assume proporzioni sempre più catastrofiche e gli USA di un bellicista Donald Trump sfidano il regime di  Kim Jong-un della Corea del Nord.

L’Italia, nel frattempo, sembra aver rimosso dalla memoria l’oltraggio alla democrazia compiuta dallo Stato durante i fatti di Genova e a breve ospiterà a Taormina le sette potenze mondiali che mirano a fare della guerra l’unico credo di una società in frantumi. I Decreti Legge Minniti-Orlando e ‘Sicurezza’ calpestano la giuridicità del nostro Paese abolendo il secondo grado di giudizio per il riconoscimento del diritto di asilo continuando così a vilipendere la Carta Costituzionale e in particolare l’ art. 24, che permette ad ogni cittadino di agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi”.

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