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Riceviamo e pubblichiamo la lettera dell’esperto alle politiche giovanili del Comune di Oliveri, il giovane Marco Crisafulli, indirizzata alle istituzioni statali e dedicata agli studenti e agli insegnanti.

“Ai dirigenti scolastici
Agli insegnanti
Agli operatori scolastici
Agli alunni e genitori
Al USR delegazioni regionali

Al Presidente del Consiglio dei Ministri Avv. Giuseppe Conte
Al Ministro dell’istruzione prof.ssa Lucia Azzolina

All’assessore dell’istruzione della Regione Sicilia, Sardegna, Calabria, Basilicata, Puglia, Campania, Molise, Abruzzo, Lazio, Marche, Umbria, Toscana, Emilia Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Trentino- Alto Adige, Lombardia, Liguria, Piemonte, Valle d’Osta

Cari ragazzi, cari insegnanti,
Da un normale e tranquillo sabato sera in pizzeria ad una “improvvisa” e “inaspettata” domenica sera davanti la Tv aspettando increduli il Premier Conte annunciare la chiusura della Nostra amata Italia a causa di pandemia è stato davvero un fulmine a ciel sereno.

Nelle famiglie è scesa paura e tutti si sono chiesti la stessa cosa:
“Come faremo?”.

Settimane e giorni uguali, in attesa del bollettino serale che potesse confermare l’ansia o accendere una speranza.

Mentre ognuno di noi si immedesimava nel lavoro dei camici bianchi e delle forze dell’ordine, c’erano anche loro:
Ettore che non si è svegliato più con la noia di andare a scuola;
Gloria che la mattina non ha dovuto più indossare il grembiule;
Matteo che non ha dovuto prendere più la sua bicicletta per entrare in classe;
Stefano che non ha staccato più le 10 sveglie prima di sbalzare dal letto;
Valentina che non ha rincorso più il tempo per raggiungere l’autobus;
Alessio che ha iniziato a studiare perchè ha avuto modo di riflettere sull’importanza della scuola;
Giada che ha non dovuto provare più 7 magliette prima di sceglierne quale indossare ed Elena che non si è sacrificata più dovendosi alzare ogni mattina alle 5:00 per raggiungere la sua scuola.

Loro hanno rispettivamente 3-5-7-9-11-12-15 e 18 anni.

All’inizio abbiamo pensato che sarebbe durata poco tempo, ci sentivamo in vacanza, convinti che presto ci saremmo abbracciati più forte di prima.

Ma ogni giorno che passava, rendeva più scuro l’orizzonte davanti a noi.

In questi mesi ho sentito, ragazzi che odiavano la scuola, amarla, ho letto negli occhi degli insegnanti la mancanza dei loro ragazzi, ho visto “inventare” tantissime iniziative, ho visto la tecnologia entrare nella vita di chi non la conosceva, ho provato l’emozione di ricevere ogni giorno un messaggio con scritto “Come Stai?”.

Sento di scrivere queste parole, per esprimere con sincerità la mia gratitudine agli insegnati che hanno sacrificato il loro pomeriggio a preparare la lezione per il giorno successivo, che hanno tolto tempo alla lettura dei libri per far esercitare i propri alunni, che hanno ascoltato lo sfogo dei ragazzi tristi e che hanno cercato di spiegare ai più piccoli che restare a casa tra la coccole di mamme e papà era necessario per contrastare un pericoloso nemico.

La scuola ha dimostrato di essere una madre, il sostegno dei giovani. Ha dimostrato che l’insegnamento non è un mestiere ma una missione, la scuola è stata presente e non ha lasciato alla deriva i propri alunni.

Oggi è una data storica: il 2 Giugno del 1946 l’Italia veniva proclamata una repubblica, concedendo a tutti il diritto di voto.

Un’Italia democratica che oggi più che mai ci insegna il valore della libertà.

Non è stato facile e i ragazzi sono stati molto bravi.

Voglio dedicare a tutti voi il mio augurio per la promozione e un abbraccio virtuale agli studenti prossimi agli esami, loro non sono stati graziati con un esame leggero ma al contrario privati di una emozioni che avrebbe segnato per sempre la loro vita.

Un grazie a tutti i dirigenti e collaboratori scolastici per esserci stati vicini coordinando il lavoro.

Un grazie a Lei presidente del consiglio dei ministri e a lei Sig. ministro dell’istruzione e a tutti gli uomini delle istituzioni che come voi che hanno dedicato la propria vita allo stato.

Ma soprattutto grazie a voi meravigliosi insegnanti per averci trasmesso il vero valore che la scuola ci lascia: Essere uomini liberi in grado di amare”.

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