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Al Teatro del Mela ci si aspettava uno spettacolo emozionante, ironico e riflessivo e così è stato. “Una Compagnia di Pazzi” di Antonio Grosso è stato un vero successo. La storia, gli attori e tutta la scenografia hanno catturato il pubblico del Teatro del Mela che ha applaudito ed esaltato a più riprese il lavoro dell’autore e di tutta la troupe. 

La storia, ambientata nel 1945 sul finire della seconda guerra mondiale, vede due infermieri gestire un manicomio con soli tre pazzi, alle pendici di un paesino ai confini con la Campania e la Basilicata. La guerra si svolge nelle vicinanze, ma in questo luogo quasi dismesso, nulla succede. L’armonia viene interrotta, una settimana al mese, dal direttore del manicomio, un uomo molto severo, cinico che sfiora momenti di “malvagità”. Un giorno viene scoperta una cassaforte nell’ufficio del direttore e i nostri protagonisti escogiteranno un piano per aprirla, scappare con il bottino e conquistare una libertà meritata.

All’interno del manicomio sono rimasti: Umberto, taciturno e sempre incazzato, un cantante rinchiuso dal regime fascista perché troppo vicino ad ambienti comunisti; Federico, un uomo di 60 anni, dice soltanto poche parole e quasi incomprensibili, rinchiuso perché omicida di un gerarca fascista; Benni, un ragazzo che vive da anni in ospedali e manicomi psichiatrici, abbandonato sin dalla nascita, logorroico e fissato con la pulizia.

Lo spettacolo, come dicevamo ha fatto breccia nell’animo della platea grazie alla storia, ma soprattutto grazie alla solita ironia che caratterizza oramai da anni gli spettacoli di Antonio Grosso.