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Nel pomeriggio di sabato è stato presentato a Milazzo, il libro “Milazzo – Una città negata” di Marino Famà. L’evento, organizzato dall’Associazione culturale “FilicusArte”, dall’Admo sezione di Milazzo e da Giambra Editori si è tenuto nel Salone dell’Oratorio della Chiesa del Sacro Cuore. Ha moderato la Dott.ssa Caterina Barresi, giovane Presidente della FilicusArte, la quale ha presentato i relatori e quindi illustrato per sommi capi il tema del libro oggetto della presentazione. Subito dopo la parola è andata a Pierangelo Giambra che ha raccontato un po’ di sé e della propria attività professionale (“da trent’anni tipografo da cinque editore”).

La casa editrice termense dà rilievo al territorio, ed anche in questo nuovo libro è protagonista la bella Milazzo che suscita in Giambra bellissimi ricordi passati di quando andava a mare alla baia del Tono o di quando partendo in treno da Barcellona arrivava con i compagni di scuola alla stazione ferroviaria milazzese e da qui tutti insieme si faceva una lunga passeggiata fino in marina, dove vi era una panineria rinomata. Oggi sotto il profilo architettonico è tutto diverso. L’editore ha inoltre ricordato Peppino Pellegrino compianta personalità della città del Capo. A seguire un bellissimo intervento della Prof.ssa Chiara Stella Vetromile, Presidente della locale sezione dell’Associazione Donatori Midollo Osseo, nata a livello nazionale nel 1990. La Vetromile ha raccontato al vasto uditorio la propria esperienza con la malattia, infatti ben 20 anni addietro fu colpita da leucemia mieloide acuta e dopo un trapianto di midollo osseo è guarita ed oggi è ancora qui. La compatibilità del midollo osseo con il malato è molto difficile da trovare. La sezione di Milazzo dell’Admo è nata nel 2009, si occupa di diffondere la cultura della donazione andando nelle scuole. Ha poi detto che ci si può iscrivere al registro dei donatori dai 18 ai 35 dopo aver fatto un prelievo. La relazione più lunga della presentazione è stata quella del sempre brillante Prof. Bartolo Cannistrà, colui che ha scritto la post fazione del libro di Famà. Ha esordito affermando: “C’era bisogno di un libro come questo, le storie urbanistiche di Milazzo erano poche. Perché si parla di una città negata? Negata da chi? Città industriale non deve essere. Punti di forza e ricchezze sono di certo le bellezze naturalistiche, qualche chiesa e qualche palazzo. Ma la carta che supera tutte le altre a Milazzo è la Città murata. Non vi è altro luogo in Sicilia e nell’ Italia meridionale che disponga di tutto ciò (e spesso si fa impropriamente riferimento al solo Castello, qualcosa di limitato!) Siamo al cospetto di 6000 anni di storia. La triplice cinta, le porte difese da bastioni, questo oggi per noi è una risorsa mentre per i milazzesi di allora fu qualcosa di veramente limitante. Vi erano due città: quella dei cittadini e quella dei militari, quest’ultima ha pesantemente condizionato la prima, ne è stato condizionato lo sviluppo urbanistico e sta qui il senso del titolo del libro “Una città negata”. Se ci pensiamo bene non c’è nella Milazzo nuova una vera e propria piazza, perché la piazza era quella di fronte il Duomo antico. Tutto ciò è quasi confermato dall’assonanza fra i termini Milae che indica la città e Miles, soldato ad indicare appunto questa essenza della città di Milazzo come città militare. Comunque questo gioiello che è la Città murata va preservato e valorizzato.” Infine ha preso la parola l’Arch. Marino Famà, autore del libro, il quale ha affermato: “Il mio libro dovrebbero leggerlo soprattutto gli esponenti dell’amministrazione comunale perché capiscano il tesoro inestimabile che la Città murata rappresenta.” Un intervento breve ma incisivo che ha chiuso in bellezza la presentazione.

Alfredo Anselmo

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