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La chiusura del Punto Nascita di Sant’Agata di Militello rappresenta una grave perdita per tutto il territorio nebroideo. A mettere l’accento sulle difficoltà di intere comunità messinesi è la Cisl Funzione Pubblica di Messina attraverso la responsabile organizzativa Giovanna Bicchieri ed i referenti aziendali Francesco Muschio, Domenico Marici e Rocco Giuseppe Pizzolante.

La preoccupazione del sindacato è rivolta a tutte quelle donne che non potranno più partorire i loro figli vicini agli affetti più cari ma anche agli stessi lavoratori che saranno costretti ad essere temporaneamente ricollocati altrove, dove la loro figura professionale si renderà necessaria.

«La sanità messinese – sottolineano i rappresentanti della Cisl Fp – necessita di un processo di rinnovamento adeguato che tenga in forte considerazione la particolare conformazione geografica del territorio, la peculiarità delle zone disagiate e la carenza di posti letto e di dotazione organica a causa dei tagli avvenuti negli ultimi decenni di gestione politica indirizzata a risparmiare sul diritto alla salute. L’emergenza Covid ha fatto comprendere bene come sia necessario migliorare ed implementare la rete ospedaliera, definendo una nuova Dotazione Organica maggiormente in linea con le reali necessità assistenziali del territorio e dei suoi abitanti».

Per la Cisl Fp la sospensione delle attività del Punto nascita e il declassamento del reparto di Ginecologia e Ostetricia all’attività ambulatoriale «ha fatto perdere quel buono che adesso si rimpiange, lo stesso che in passato veniva da qualcuno criticato. Per questo, invochiamo un intervento della politica, affinché possa intestarsi presso il Ministero della Salute la riapertura del Punto Nascita di Sant’Agata Di Militello e ridisegnare la mappa della sanità in Sicilia».

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