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Una ‘telenovela’ in salsa siciliana, finita nel peggiore dei modi, in barba a piccole e medie attività e imprese siciliane che attendono da mesi fondi per recuperare quanto perso durante l’emergenza e riprendere ossigeno per lavoratori ed investimenti.

Così nel pomeriggio di ieri viene ufficialmente bloccato la giornata del “click day” in Sicilia, spostata da lunedì 5 ottobre ad oggi 8 ottobre, come annunciato in conferenza stampa dagli Assessori regionali all’economia e alle Attività produttive rispettivamente Gaetano Armao e Mimmo Turano.

Stoppato quindi la richiesta per il Bonus deciso dalla Regione con l’obiettivo di andare in soccorso alle aziende che hanno subito la chiusura nel corso del lockdown.

Dopo il ko della piattaforma online, verificatosi lunedì mattina, che avrebbe dovuto dare il via alla ‘corsa’ telematica per ottenere una fetta dei 125 milioni di euro decisi con l’ultima finanziaria varata dall’Ars, la Regione si arrende e annulla il ‘click day’, che era stato rinviato a giovedì, decidendo di spalmare le risorse su tutte le aziende registrate sulla piattaforma andata in tilt “a causa di una problematica tecnica – fu la spiegazione data quel giorno – imputabile a Tim Spa”.

“Abbiamo deciso di continuare a considerare la platea degli imprenditori che si erano registrati sulla piattaforma – ha dichiarato l’assessore regionale alle Attività produttive, Mimmo Turano -. Daremo ristoro alle aziende cambiando alcuni parametri del bando e prendendo in considerazione tutte le domande. È l’unica soluzione possibile davanti a quello che ci ha prospettato la Tim: il problema registrato lunedì è superato, ma non del tutto. Da qui alle prossime ore pubblicheremo i correttivi al bando. Il nostro obiettivo è non fare aspettare più nessuno e non affidarci più a metodi che possono generare incertezze”.

“Abbiamo chiesto scusa ai siciliani nonostante – continua Turano – la colpa non fosse imputabile all’Amministrazione. Davanti alle nostre pressanti interlocuzioni la Tim ha dovuto riconoscere di non essere in condizione di dare certezza sul click day. Si tratta di un problema legato anche a soggetti che gestiscono altri servizi. Resta l’amaro in bocca per questa vicenda, che testimonia come la nostra informatizzazione paghi ancora dei prezzi, ma dobbiamo andare avanti – ha concluso Turano – e capire come ristorare, seppur parzialmente, le imprese”.

Rincara la dose il sindaco di Messina Cateno De Luca, che attacca il governatore siciliano: “Musumeci va avanti a forza di slogan”

Per De Luca: “Tanti imprenditori hanno aspettato le risorse promesse con il tanto celebrato click day. Hanno sostenuto ingenti spese, magari pure indebitandosi per avere il Durc in regola – visto che era uno dei requisiti richiesti per accedere ai contributi – e adesso come si ritrovano? Con un pugno di mosche. Il click day era uno specchietto per le allodole già dal suo concepimento,  perché creava illusioni, come d’altronde ha creato illusioni il Governo Musumeci ai Comuni della Sicilia, quando il 28 marzo scorso ha annunciato in pompa magna 100 milioni di euro in aiuti alimentari e ad oggi ne ha erogati soltanto 30 milioni. La cosa peggiore è che ancora non sappiamo se la differenza, pari al 70% sarà mai erogata. Siamo purtroppo dinanzi al solito festival degli annunci. Musumeci va avanti a forza di slogan, preoccupandosi di essere il Presidente di alcuni piuttosto che di tutti i siciliani. Così però dimostra la sua inadeguatezza al Governo – conclude De Luca – Sta affossando il territorio che è già alla canna del gas per via della crisi economica scaturita dalla Pandemia”.

 

 

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