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Le aste fluviali che attraversano il territorio di Rodì Milici  trasformate  in vere  e proprie discariche  a cielo aperto. La denuncia arriva dalla sezione del Longano di Legambiente che in questi giorni ha duramente stigmatizzato lo stato di degrado in cui versa il torrente Patri e che oggi tocca al  torrente Brandino, anch’esso meta di smaltimento illegale di rifiuti speciali di ogni genere in particolar modo amianto il  quale smaltimento necessità di una particolare procedura. L’amianto si trova depositato insieme ad altri rifiuti speciali sotto il ” Ponte di Ferro” S.S. 185 in cui insiste il Torrente Brandino   e a monte del ponte stesso nell’alveo .

Si continua a sversare amianto nell’indifferenza di tutti. Dichiara Carmelo Ceraolo del circolo Legambiente del Longano  siamo pronti a denunciare come spazi inconta-minati siano diventati vere e proprie discariche a cielo aperto. Il denominatore comune è purtroppo lo smaltimento illegale di rifiuti, ma soprattutto la presenza di amianto, materiale nocivo per la salute nonché   dalla presenza di micro discariche.

Legambiente ritiene che, in assenza di efficaci iniziative per contrastarlo, il fenomeno di proliferazione delle micro discariche all’interno del torrente stia assumendo, rispetto anche al recente passato, dimensioni sempre maggiori e preoccupanti. Aree di singolare bellezza e di  interesse naturalistico vengono profondamente alterate e ridotte, in alcuni casi, a posti di estremo degrado, cagionando danni ambientali e paesaggistici assai rilevanti, nuocendo soprattutto alla salute dei cittadini. Come è infatti noto le fibre di amianto liberate nell’aria costituiscono sostanza predisponente lo sviluppo di importanti patologie polmonari.

Legambiente del Longano invita l’Amministrazione comunale ad intervenite rapidamente nello smaltimento di queste lastre e di predisporre al più presto la mappatura comunale al fine di saper chi sono i detentori e di conseguenza tramite controllo  incrociato  risalire con una certa facilità ai trasgressori veri e propri “assassini dell’ambiente” nonché  adeguati controlli sul territorio,  altrimenti questo malcostume di abbandonare i rifiuti continuerà tranquillamente senza conseguenze e con oneroso aggravio per le già magre  casse comunali.

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