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‘Catemoto De Luca II. Lo zar di Fiumedinisi’, il saggio del giornalista Emilio Pintaldi (Casta Editore), è stato lo spunto per una approfondita analisi sul vincente metodo di comunicazione dell’on. Cateno De Luca, ieri sera, in occasione della sua “ultima”presentazione alla villa comunale di Rometta Marea.


Nel corso del dialogo con l’autore dei giornalisti Francesca Stornante e Sebastiano Caspanello, al quale hanno partecipato il sindaco, Nicola Merlino, e Alessandro Russo (autore della postfazione), sono stati analizzati i punti di forza della comunicazione di De Luca, a volte determinati in negativo da una “perdurante assenza della politica sul territorio”, che lo hanno reso, secondo i sondaggi, uno dei più noti attuali politici anche a livello nazionale.

Fede, Famiglia e Food, le ‘3 F’ citate nel saggio, ne sarebbero i capisaldi, come emerge dalle efficaci quotidiane dirette su Facebook, in cui non mancano “scene” della semplice vita agropastorale delle sue origini, convinte partecipazioni a cerimonie religiose, frugali e genuini pranzi e caffè fatto con la moka.

Secondo l’autore, De Luca riesce a veicolare convincentemente una immagine di sé diversa da quella reale, riuscendo per esempio ad apparire “antagonista del sistema, essendovi invece dentro da protagonista”, così da risultate “come lo Zar Alessandro II Romanov, della copertina, per i servi della gleba, liberatore degli elettori dalla schiavitù del sistema politico”, che lo stesso De Luca spesso definisce politico-mafioso.

Ma non solo: egli, sempre attraverso il contatto diretto con gli elettori garantitogli dalle dirette, riesce a portare a suo vantaggio le critiche, anche le più aspre, sfruttando la sua superiore capacità comunicativa; fino al punto di – è emerso – “cercare e pianificare, a tal fine, lo scontro”.

Come è accaduto per Matteo Salvini e Beppe Grillo – è stato detto – De Luca ha intercettato il fluire del malessere sociale,  agevolato dal suo essere “continuamente immerso nella realtà”, adeguandogli ogni volta la sua comunicazione.

E tutto questo bypassando gli organi di informazione, contro i quali a volte scaglia le sue invettive, e sminuendo il ruolo degli uffici stampa delle istituzioni che soprintende.

L’altra caratteristica della ‘comunicazione deluchiana’ è costituita dal “ricercato” veloce susseguirsi delle tantissime sue notizie date in diretta, che – a detta dei relatori – rende difficili gli approfondimenti dei giornalisti a scapito di una informazione “meno puntuale”.

Quindi, De Luca “annulla la mediazione tra cittadini e politica, costituita dalla stampa, comunicando direttamente senza i controlli sul rispetto delle regole giornalistiche”, come abbiamo detto fa con le dirette Facebook, con le quali trasmette anche i numerosissimi suoi non contrapponibili comizi, partecipatissimi per l’attesa che abilmente sa creare.

È un “fenomeno, del quale non c’è ancora piena consapevolezza, col quale si dovrà continuare a fare i conti” – si è detto -, come aveva teorizzato profeticamente lo stesso Pintaldi nella sua tesi davanti ad uno scettico prof. Mario Bolognari della messinese Facoltà di lettere, che, ironia della sorte, era destinato ad essere ‘sfrattato’ dal Palazzo dei Giurati di Taormina, proprio dall’irrefrenabile De Luca.

In conclusione la preoccupazione per il rischio di “una comunicazione univoca”, alla quale si potrebbe giungere se il giornalismo continuerà a “snobbare” i social network, molto frequentato dai giovanissimi futuri elettori, per i quali, in questo momento “De luca, adeguatone il linguaggio comunicativo, è il loro idolo”.

La prefazione del saggio è stata curata dallo storico meridionalista Pino Aprile, autore del bestseller ‘Terroni’, che, nella serata di domani domenica 20 agosto, sarà ospite dell’Amministrazione, assieme agli stessi Stornante, Pintaldi e Caspanello, in piazza Garibaldi a Rometta Centro, in occasione del cambio di denominazione della medesima in piazza Camilleri.

Tra il pubblico, il sindaco di Monforte San Giorgio, Antonio Pinizzotto, assieme al quale il primo cittadino di Rometta assume  una posizione molto critica nei confronti dell’on. De Luca, in quanto – a suo dire – ritenuto responsabile della mancata realizzazione, a favore di quello di Santa Teresa di Riva, dello svincolo autostradale proprio di Monforte, per il quale vi era un progetto definitivo finanziato dal Masterplan con 17 milioni.

E De Luca, dal punto di vista comunicativo, risulta vincente anche nel presente articolo essendo stato necessariamente citato per ben 12 volte, esclusi i neologismi aggettivali.