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Dopo lo stop di ieri legato al pasticciaccio brutto dei falsi dati sull’emergenza Covid, che ha portato a tre arresti e alle dimissioni dell’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza, in Sicilia, si è rimessa in moto la macchina dell’assessorato che oggi ha comunicato a Roma i numeri sulla pandemia . Ma quello che doveva essere un “riallineamento” dei dati si è trasformato in un nuovo caos.

Il dato “ufficiale” relativo agli ultimi due giorni comunicato dalla Regione al Ministero della Salute (2.904 i nuovi positivi al Covid su 14.623 tamponi processati, con una incidenza di positivi che schizza quasi al 20%.) è stato infatti smentito in serata da Mario La Rocca, il più alto dirigente dell’assessorato alla salute dopo la bufera giudiziaria. “Purtroppo c’è stato un errore nel computo dei dati, connesso alla conseguente rimodulazione dello staff, visto che i dipendenti che si occupavano di quest’attività sono ovviamente impediti. I dati li abbiamo già rivisti e sono sensibilmente più bassi”. L’errore, secondo quanto si è appreso, sarebbe legato al fatto che tra i nuovi positivi sarebbero stati conteggiati sia quelli relativi al tampone rapido che quelli poi confermati dal molecolare, raddoppiando di fatto il totale dei casi.
Lunedì il numero comunicato dalla Regione era di 799 nuovi positivi giornalieri, mentre il tasso era fermo al 3,4%. Le vittime sono 21 negli ultimi due giorni; 4.628 dall’inizio della pandemia sempre in base al conteggio “ufficiale”. Il numero degli attuali positivi è di 19.920, con 2.503 casi in più rispetto a due giorni fa, mentre i guariti sono 380. Negli ospedali i ricoverati sono 1.031, 22 in più rispetto a due giorni fa; quelli nelle terapie intensive 140, sette in più.
La distribuzione dei contagi vede ancora una volta la provincia di Palermo largamente in testa con 1.133 nuovi casi, il doppio rispetto a Catania. E proprio due comuni dell’hinterland palermitano, Partinico e Borgetto, hanno chiesto al presidente della Regione Nello Musumeci l’istituzione della zona rossa per almeno 15 giorni. La richiesta è stata avanzata dalla struttura commissariale che regge l’amministrazione a Partinico e dal sindaco di Borgetto Luigi Garofalo. “Abbiamo avuto un aumento esponenziale dei casi dice il sindaco Garofalo che è anche medico – Sono 200 i positivi a Partinico e 40 a Borgetto, che sono comuni limitrofi. Sono dati di due giorni fa.
I casi sono aumentati, secondo le voci che circolano nei paesi per alcuni comportamenti censurabili da parte dei cittadini. Si parla di feste e incontri o scampagnate”. Adesso sarà la Regione che nelle prossime ore potrebbe emanare il provvedimento restrittivo che in questo momento riguarda altri 16 comuni siciliani, Intanto una inchiesta è stata aperta dalla Procura di Agrigento su una settantenne morta lunedì a causa di una sospetta trombosi. I familiari hanno raccontato, attraverso un esposto, che alla donna -il 21 marzo scorso era stato somministrato il vaccino di AstraZeneca. Dopo quattro giorni il malore e il trasporto, in ambulanza, all’ospedale di Agrigento dove è deceduta. Per un’altra donna di Messina anche lei vaccinata con AstraZeneca, Augusta Turiaco, 55 anni, da giorni ricoverata al Policlinico di Messina per un’emorragia cerebrale dovuta a una trombosi, è stata dichiarata ieri sera la morte cerebrale dopo una settimana di coma farmacologico. Al Policlinico di Palermo, infine, è stata eseguita stamane l’autopsia su un’insegnante, Cinzia Pennino, di 46 anni, anche lei morta per una trombosi dieci giorni dopo la somministrazione del vaccino.

Così in serata è stato precisato con una nota di rettifica il dirigente generale del Dasoe, assessorato regionale alla Salute, Mario La Rocca, che: “In riferimento ai dati da noi comunicati oggi alla Protezione civile, e poi pubblicati dalla piattaforma del Ministero della Salute – Istituto di Sanità, si precisa che i nuovi positivi registrati in Sicilia relativamente alle giornate del 30 e 31 marzo sono 1673, per una media di 837 casi giornalieri, dunque in linea con quelli comunicati nei giorni scorsi. Il dato trasferito erroneamente in precedenza, per la pubblicazione sulla piattaforma, faceva invece riferimento al totale dei tamponi positivi inclusi quelli di conferma, cioè comprendente i positivi già rilevati. Quanto sopra è stato già comunicato al Ministero che, nella giornata di domani, ci consentirà di accedere alla piattaforma per rettificare il dato in questione”.
“Quanto sopra – precisa ancora il dirigente – è avvenuto a causa del blocco delle caselle email di posta certificata, disposto nell’ambito dell’inchiesta in corso. Tale blocco ha provocato inevitabili disfunzioni e rallentamenti nelle consuete procedure di comunicazione dei dati, procedure peraltro affidate ad un nuovo gruppo di lavoro”.

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