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Si è conclusa dopo oltre tre ore, nell’obitorio dell’ospedale Cannizzaro di Catania, la prima parte dell’autopsia sulla salma del sottufficiale della Marina militare Stefano Paternò di 43 anni, deceduto quattro giorni fa nella sua abitazione a Misterbianco, il giorno dopo avere avuto somministrato ad Augusa la prima dose di vaccino Astrazeneca, il cui lotto è stato ritirato poi dall’Aifa. E’ stato un primo step che, al momento, secondo quanto riferito da più fonti, non ha fornito alcuna risposta ai quesiti posti.

Altri esami saranno eseguiti la prossima settimana. All’autopsia, oltre ai periti nominati dalla Procura di Siracusa e ai consulenti dei quattro indagati e della parte lesa, era presente anche il Pm Gaetano Bono, che col procuratore Sabrina Gambino coordina l’inchiesta.
Le indagini sono state delegate ai carabinieri del Nas di Catania.

Intanto la procura di Gela ha sequestrato le cartelle cliniche e la documentazione inerente il vaccino di una 37enne gelese ricoverata ieri in gravissime condizioni all’ospedale Sant’Elia. La giovane insegnante aveva ricevuto il vaccino Astrazeneca il primo marzo.

Ieri mattina era stata portata all’ospedale di Gela dopo avere accusato un forte mal di testa e in stato confusionale. In poco tempo la situazione è precipitata e la giovane è stata trasportata in elisoccorso all’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta dove è stata sottoposta ad un intervento di neurochirurgia per una grave emorragia cerebrale. I sanitari con la raccolta dell’anamnesi hanno appurato che aveva fatto il vaccino Astrazeneca il primo marzo. Il lotto è differente rispetto a quello ritirato nei giorni scorsi. La giovane insegnante attualmente è ricoverata in gravissime condizioni nel reparto di Rianimazione.

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