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Il Ministero della Salute, secondo quanto si apprende dall’ANSA, ha disposto l’invio di personale tecnico e agenti dei carabinieri del Nas in Sicilia, in merito alla situazione della disponibilità di posti letto ospedalieri e di terapia intensiva.
L’Assessore alla Salute della Regione Siciliana Ruggero Razza incontrando i giornalisti a Catania, ha detto: “Ho sentito il Ministero questa mattina e ho detto ‘guardate che è il caso, concordemente, nell’ambito del principio della reale collaborazione, che assieme ai Nas si faccia un immediato controllo di tutto quello che è stato caricato sulle nostre piattaforme”.

“Si è creata una polemica surreale. E’ surreale – ha aggiunto – perché non riguarda la veridicità dei dati, non si mette in dubbio che ciò che è stato caricato effettivamente corrisponde a ciò che è disponibile, ma si utilizza un ‘non detto’ per valutare come se ci fosse la volontà di realizzare un dato diverso”.

Nel frattempo il report di oggi del Ministero registra, 1.838 i nuovi positivi al Covid-19 registrati in Sicilia nelle ultime 24 ore, su 9.386 tamponi effettuati. Sono 43 i decessi, che portano il totale a 1.141.

Con i nuovi casi salgono a 36.241 gli attuali positivi con un incremento di 1.485. Di questi 1.810 sono i ricoverati, 31 in più rispetto a ieri: 1.568 in regime ordinario e 242 in terapia intensiva stesso numero di ieri. In isolamento domiciliare sono 34.431. I guariti sono 310. I nuovi positivi sono così distribuiti per province: Palermo 583, Catania 625, Messina 145, Ragusa 56, Trapani 71, Siracusa 126, Agrigento 107, Caltanissetta 70, Enna 55.

Intanto sta facendo davvero rabbrividire la notizia uscita su Lasicilia del vocale del 4 novembre scorso nella chat di Whatsapp con i capi delle Asp siciliane e i manager ospedalieri il dirigente generale del dipartimento pianificazione strategica della Regione siciliana, Mario La Rocca. “Oggi su Cross dev’essere calato tutto il primo step al 15 novembre. Non sento ca.., perché oggi faranno le valutazioni e in funzione dei posti letto di terapia intensiva decideranno in quale fascia la Sicilia risiede”.

Il superburocrate si riferisce ai dati sul contrasto al contagio da Covid 19 che secondo lui, potrebbero incidere sulla scelta ministeriale dell’inserimento della Sicilia in una delle tre zone covid. Il contenuto delle chat è stato pubblicato oggi dal quotidiano la Sicilia e l’audio sul sito web del giornale Lasicilia.it. La Rocca oggi dopo la pubblicazione delle chat dice: “Tutti i dati caricati sulla piattaforma Gecos della Regione siciliana sono veritieri, tutti i posti disponibili. Una diversa azione costituirebbe reato. Vadano i Nas a controllare ovunque anche oggi. Ma basta sciacallaggi e notizie tra il detto e non detto, che hanno la sola funzione di allarmare inutilmente la pubblica opinione”. Il dirigente, si evince dalle chat pubblicate, spinge sui numeri di letti in terapia intensiva e reparti ordinari da comunicare al governo per evitare che la regione diventi zona rossa dopo che il premier Giuseppe Conte ha firmato il Dpcm per arginare la seconda ondata del Covid.
La Rocca dice, riporta il giornale, “non è accettabile che noi si subisca ulteriori restrizioni perché c’è resistenza da parte di qualcuno ad aprire posti letto di terapia intensiva o ordinari. Sono a casa, da tre settimane col Covid, ed è da tre settimane che vi prego di aprire posti”. “E in effetti, fino a quel momento, i primi di novembre, la Sicilia è davvero in ritardo. Secondo i dati caricati su Gecos, l’altra piattaforma ufficiale di Protezione civile, l’annunciato potenziamento delle rianimazioni prosegue a ritmo di lumaca”, osserva il quotidiano di Catania.

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