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Il report giornaliero registra 1.370 nuovi positivi al Covid19 in Sicilia su 33.300 tamponi processati, con una incidenza del 4,1%. La Regione è quinta per numero di contagi giornalieri. Il calo dei contagi delle ultime 24 ore, permette all’Isola di rimanere in ‘zona arancione’ grazie all’abbassamento del tasso di positività dal 13,9% di ieri al 12,8%

L’isola rimane in zona arancione, almeno per un’altra settimana, quanto si evidenzia dal bollettino del Ministero della Salute del 16 aprile e dal monitoraggio settimanale dell’istituto superiore di sanità.

Le vittime nelle ultime 24 ore sono state 21 e portano il totale a 5.128. Il numero degli attuali positivi è di 24.875 con un incremento di 101 casi rispetto a ieri; i guariti sono 1.248.

Negli ospedali i ricoverati sono 1.399, 3 in meno rispetto a ieri, quelli nelle terapie intensive sono 189, 5 in più rispetto a ieri. La distribuzione tra le province, vede Palermo con 455 nuovi casi, Catania 374, Messina 135, Siracusa 108, Trapani 111, Ragusa 5, Caltanissetta 65, Agrigento 75, Enna 42.

Inoltre secondo quanto riferito dal Premier Draghi e il ministro Speranza nella conferenza stampa di pomeriggio, dal 26 aprile i ristoranti potranno riaprire all’aperto, anche a cena, nelle regioni ‘gialle’.

All’aperto si potrà ripartire anche con le altre attività di sport e spettacolo. Così in conferenza stampa il Premier Draghi, che ha dichiarato: «Saranno consentiti gli spostamenti tra le regioni gialle e con un certificato si potrà andare anche nelle regioni arancioni e rosse».

Le riaperture potranno riguardare sia il pranzo, sia la cena ma soltanto nei locali che hanno spazi all’aperto. Rimane però il coprifuoco alle 22. Il testo del decreto, non ancora disponibile, dovrebbe chiarire diversi aspetti che sono stati lasciati in sospeso nella conferenza stampa.

Inoltre nella conferenza stampa hanno aggiunto: “riaprono in presenza nelle zone gialle ed arancioni, nelle zone rosse in parte in presenza e in parte a distanza. Il governo ha preso un rischio ragionato, con i dati in miglioramento”, afferma il presidente del Consiglio.
“La campagna di vaccinazione va bene, con tante sorprese positive e qualcuna negativa e questo è stato fondamentale per prendere le decisioni” sulle riaperture.
“Un rischio che si fonda su una premessa: i provvedimenti, quale l’obbligo delle mascherine, devono essere osservati”, spiega Draghi. La priorità delle riaperture in arrivo andrà alle attività che si possono svolgere all’aperto, dunque. Come ha ribadito anche il ministro della Salute, Roberto Speranza.

“Nei luoghi all’aperto – ha spiegato – è molto più difficile contagiarsi rispetto al chiuso. Un principio che applicheremo nella ristorazione e non solo, e ci riaccompagnerà nella fase di transizione. Con l’auspicio che col passare delle settimane, il miglioramento della curva e l’aumento delle vaccinazioni potremo programmare ulteriori aperture anche per attività al chiuso”.

Il governo ha individuato un percorso di gradualità: dal 15 maggio dovrebbero riaprire le piscine, il 1° giugno le palestre, il 1° luglio potranno svolgersi le fiere e gli eventi.

“La prima data chiave è il 26 di aprile, quando ripristiniamo le zone gialle, investendo sugli spazi aperti. Poi c’è una road map che ci accompagnerà e che monitoreremo passo dopo passo”.

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