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In Sicilia esplode il caso delle morti sospette di un poliziotto e di un militare subito dopo la somministrazione della prima dose del vaccino Astra Zeneca il cui lotto è stato sequestrato su decisione della magistratura.

Due inchieste sono state aperte dalle Procura di Siracusa e Catania. Una notizia che rischia di avere pesanti ripercussioni sulla campagna vaccinale in corso nell’isola, dove proprio oggi era partita la terza fase con l’avvio delle somministrazioni agli over 70.

Intanto si mantiene stabile l’andamento dei contagi nell’isola, nonostante alcuni focolai circoscritti come i cinque comuni dichiarati ieri zone rosse dal presidente della Regione Musumeci. Sono 672 i nuovi positivi registrati oggi su 23.638 tamponi processati, con una incidenza ferma al 2,8%. La regione, in base al bollettino giornaliero del Ministero della Salute, si conferma all’undicesimo posto per numero di contagi. Le vittime sono 18 e portano il totale a 4.305. In calo anche il numero delle persone attualmente positive (13.522) e dei ricoveri ospedalieri: 771 di cui 100 in terapia intensiva. Dati incoraggianti come conferma anche il report della Fondazione Gimbe. Nella settimana che va dal 3 al 9 marzo in Sicilia risulta in miglioramento l’indicatore sui ‘Casi attualmente positivi per 100 mila abitanti’ (291).

Anche il presidente della Regione Musumeci esprime un cauto ottimismo, ma nello stesso tempo invita a non abbassare la guardia: “La Sicilia – sottolinea – è certamente una delle regioni dove si sta meglio ma siamo d’accordo sul fatto che in questo momento, il calo di tensione determinerebbe inesorabilmente un passo indietro”.
Musumeci, a margine dell’inaugurazione del cantiere per la realizzazione del polo d’emergenza del Policlinico di Palermo, annuncia anche di avere candidato la Sicilia come sede di produzione vaccinale. Il Governatore, in una lettera al ministro per lo Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, ha infatti confermato “la disponibilità, a Palermo, di una struttura universitaria, dotata di camera bianca e bioreattore, che potrebbe essere posta immediatamente a disposizione del sistema produttivo”, che “ha dimensioni adeguate per garantire un ampio fabbisogno produttivo” e che “potrebbe essere posto in funzione in tempi correnti e compatibili con le esigenze dell’epidemia”.

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