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Salgono a 14 i positivi riscontrati a Stromboli dopo il focolaio scoppiato nella giornata di ieri.

Si tratta di 7 turisti e 4 lavoratori del posto. Le loro condizioni non sono gravi, e si trovano in isolamento in quarantena. L’Usca è intervenuta prontamente ed ha effettuato il tracciamento dei contatti.

Alcuni tamponi sono stati inviati all’ospedale di Barcellona Pozzo di Gotto per il sequenziamento per verificare la presenza di eventuali varianti che al momento non sono state riscontrate.

Il locale dove sono risultate delle persone positive è stato chiuso in via precauzionale.

Infine è stato prontamente effettuato il tracciamento dei contatti dal servizio di contact tracing ed in seguito sono stati effettuati I tamponi dall’Usca ai contatti stretti e ai coabitanti.

L’esito dei tamponi è stato dato dal laboratorio dell’ospedale di Barcellona Pozzo di Gotto e alcuni di questi tamponi sono stati inviati per il sequenziamento al Policlinico per verificare la presenza di eventuali varianti.

Dagli ultimi aggiornamenti sembra che un ristorante è stato chiuso per precauzione. Quattro camerieri sono risultati positivi.

“Tutto è iniziato sabato scorso – racconta un isolano poi risultato positivo e ora in quarantena – una turista è sbarcata sull’isola e dopo qualche giorno è stato accertato che era risultata affetta dal covid. In quell’arco di tempo si sono verificati tutti i suoi contatti e fino ad ora sono stati accertati 14 casi e siamo tutti in quarantena. Ma nell’isola cresce la paura tra isolani e turisti e quasi tutti si stanno sottoponendo alle verifiche che sono state prontamente organizzate dall’Usca e alla guardia medica. E dalla fila di gente che c’è si comprende che c’è molta apprensione anche per quelle che potrebbero essere le conseguenze per la stagione turistica che era iniziati a gonfie vele”.

    A Salina invece c’è un giovane positivo e una decina di persone sono in quarantena. Su questa nuova situazione interviene anche l’ex presidente dei commercianti Luca Chiofalo: “Mi raccontano di feste partecipatissime e sfrenate in giro per l’isola – dice – comprensibile la voglia di divertirsi, solo spero siano rispettate almeno le precauzioni minime per evitare contagi di massa. Il rischio concreto è la chiusura delle attività e, se tornano a riempirsi gli ospedali, anche di interi territori. Diversi comuni turistici d’Italia cominciano a cautelarsi. Noi confidiamo nella responsabilità collettiva: voglio sperare non venga consentito che comportamenti dissennati penalizzino tutti”.

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