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E’ giunta quasi alla conclusione la stagione artistica 2016/2017 del Teatro “Placido Mandanici”, ed è tempo di tirare le somme sul piano dell’impatto sociale, culturale ed economico.  

Per la chiusura definitiva della stagione teatrale, manca soltanto “Melodia Siciliana – Il canto della nostra terra”, il concerto, imperniato sulla nostra terra e sul suo patrimonio, non solo musicale, che l’Orchestra e il Coro dell’Istituto Comprensivo “Bastiano Genovese” porteranno in scena il prossimo 20 maggio e che completa il grande progetto di valorizzazione delle tradizioni e delle eccellenze musicali nel nostro territorio che ha avuto recente espressione nel “Canto Mediterraneo” di Mario Incudine.

E’ tempo dunque di bilanci, ma il mero dato economico, pur importante per valutare la sostenibilità di un’iniziativa in una prospettiva di periodo medio-lungo, non esaurisce la questione complessiva del funzionamento del Teatro “Placido Mandanici”.
Comunque sia, i flussi di entrata, che si attestano intorno a 230.000 euro, pressochè pareggiano i costi diretti di gestione della stagione. E’ un grande risultato, ma non rappresenta il punto nodale della questione.
“Ho volutamente richiamato “Melodia Siciliana” e “Canto Mediterraneo” piuttosto che altri eventi che nel corso della stagione sono stati ospitati dal Mandanici proprio per evocare il legame profondo tra il Teatro e il suo territorio, – afferma in una nota il sindaco Roberto Materia – legame che ha intessuto la trama della stagione e che guida l’esperienza del “progetto Mandanici” condotto da questa Amministrazione.
Il Mandanici é tornato a nuova vita nei primi anni di questo decennio dopo oltre un quarantennio dal disastroso incendio che il 31 maggio 1967 ne distrusse l’originaria sede.
La precedente gestione condotta dall’Ente Teatro “Vittorio Emanuele” di Messina, tuttavia, non è stata in grado di esaltare l’antico legame tra il Mandanici e Barcellona Pozzo di Gotto e, salvo qualche eccezione, ha realizzato modesti risultati di pubblico, senza, soprattutto, riuscire a riaccendere la passione dei barcellonesi e restituire il Mandanici alla sua originaria dignità di fucina dell’identità culturale barcellonese e di volano di crescita culturale e sociale del territorio.
Questa prima stagione a gestione diretta da parte del Comune, dunque, é stata condotta non in una prospettiva economica, bensì nell’ottica di costruire un’identità e una conoscenza del Mandanici che siano accomunate senza mediazioni al patrimonio culturale barcellonese: non “un” teatro, dunque, ma “il teatro di Barcellona Pozzo di Gotto”.
La prospettiva seguita, in altri termini, – continua Materia – è stata quella di creare un’anima del Mandanici, in grado di suscitare emozioni nei giovani e nell’intero tessuto sociale, per costruire attorno ad essa un’identità culturale barcellonese che non sia autoreferenziale ma risulti autonoma, conosciuta e apprezzata anche al di fuori di Barcellona Pozzo di Gotto.
Ciò può avvenire mediante una strategia di ampio respiro, che non sia velleitaria ma sia certamente “forte”.

I risultati sin qui conseguiti sembrano confermare che il percorso seguito é quello giusto, giacchè la stagione 2016/2017 ha registrato una presenza media di spettatori superiore a 700 unità e diversi sold out.
Ma il fatto più importante é che é tornato ad accendersi un ampio dibattito sociale sul Teatro e i suoi eventi e che del Mandanici ne parlano le cronache culturali regionali. L’immagine di Barcellona Pozzo di Gotto beneficia del favore che riceve il Mandanici.
Il Teatro Mandanici occupa uno spazio che era rimasto ancora libero nello scenario della nuova vivacità che negli ultimi tempi ha conosciuto la città, in cui erano emersi e si erano affermati soprattutto i profili riconducibili ad un target più giovane, ed offre alla comunità una straordinaria opportunità sul piano culturale e sociale, ma anche sul piano economico per le positive ricadute che esso é in grado di offrire al tessuto produttivo locale generando un indotto di imprese e maestranze e nuova domanda per le aziende che operano nel settore dell’ospitalità, dunque occasioni di occupazione e di reddito.
Di tutto ciò non si può non ringraziare innanzitutto la Città che ha sempre sostenuto il “suo” Teatro ed il pubblico che ne ha riempito la platea, ma anche il Consiglio Comunale che ha fornito all’Amministrazione il sostegno necessario alla realizzazione del progetto.
Non si può non ringraziare, poi, chi concretamente ha lavorato per il progetto e il Teatro: il Direttore Artistico, Sergio Maifredi, la Responsabile della Comunicazione, Iria Cogliani, gli artisti e le compagnie, tutte le aziende di supporto e le loro maestranze.
Un ringraziamento particolare, ancora, mi sia concesso di rivolgere a tutto il personale del Comune e ai Segretari Generali che si sono succeduti nella direzione dell’Ufficio Teatro – il Dr. Santi Alligo e il Dr. Lucio Catania – i quali tutti, “reinventandosi” sul piano lavorativo per affrontare un’esperienza professionale assolutamente nuova in un settore a loro sconosciuto e senza comunque trascurare tutte le altre attività ordinarie, lavorando con serietà e impegno quotidiano hanno consentito i risultati conseguiti.
Certo, il percorso è solo all’inizio, tanto dev’essere ancora fatto e tante saranno le difficoltà, come diverse potranno essere le scelte da adottare, anche gestionali, – conclude Materia – ma credo che si possa affermare che “la prima é buona” e che essa possa costituire un viatico favorevole per il futuro del Teatro “Placido Mandanici” e della nostra comunità. Ed infatti si sta già lavorando per la prossima stagione!”

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