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Alla luce della presentazione della mozione di sfiducia al sindaco Domenico Munafò annunciata ieri mattina e depositata in aula consiliare in serata dai consiglieri, interviene l’Associazione Cinquesei, che in coniglio è rappresentata da Giovanni Zanghi anche vicepresidente del civico consesso. 

“Ci sembra doveroso, alla luce di quanto emerso nella mattinata di oggi 11.12.2020 con la ricezione della Mozione di sfiducia nei confronti del Sindaco Munafó e di quanto accaduto in sede di Consiglio questa sera, esprimere una nostra dichiarazione che, purtroppo, per causa di forza maggiore, non ci è stato possibile leggere in aula.
Senza voler entrare nel merito della decisione politica, a firma dei consiglieri Biondo, Calabrò, Canduci, Duci, Feminó, Genovese e Valenti, ai quali si è unito oggi il pensiero della Presidente Ferrara che ha dichiarato pubblicamente il suo appoggio alla mozione, ci rattrista e ci lascia molto amareggiati aver assistito alla caduta del numero legale per abbandono dell’aula dei succitati consiglieri in un Consiglio che vedeva all’ordine del giorno discussioni così importanti sui temi Covid e alluvioni che tanto interessavano ai nostri concittadini.
Avremmo voluto, con il documento che avremmo portato e letto in aula, fare un pubblico plauso ai Consiglieri che avevano portato all’attenzione del Civico Consesso tali tematiche. Plauso nato dalla ferma convinzione che quell’aula, e solo quella, sarebbe dovuta essere il teatro di un confronto e di un dibattito con il fine ultimo di individuare soluzioni ed interventi utili al bene del Paese.
La caduta del numero legale ha però annullato tutto questo. Ed insieme al numero legale quest’oggi è caduto anche il diritto alla parola che ogni Consigliere riteniamo dovrebbe avere, specie se in via preliminare ai punti all’ordine del giorno.
Dispiace. Dispiace veramente parecchio.  Era indubbiamente il momento dell’unità. Dell’abbandono, anche solo temporaneo, dei colori politici e delle divisioni interne al Consiglio, che politicamente rimangono legittime e giustificabili.
Ciò che è successo si doveva certamente evitare per affrontare e risolvere al più presto gli enormi problemi che il nostro Paese e i nostri cittadini stanno fronteggiando quotidianamente.
Il mandato elettorale ottenuto dai cittadini ci obbligava, oggi più che mai, alla responsabilità e a farci carico dei problemi e delle situazioni di disagio che chi ci ha dato il consenso sta vivendo”.

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