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Il consigliere comunale Domenico Feminò interroga il sindaco Domenico Munafò e il consiglio comunale in merito alla nuova composizione politica della giunta comunale della città delle Terme e dei Vivai. 

In una lunga e dettagliata nota, propone dei quesiti manifestando delle perplessità su gestione e scelte del primo cittadino, l’esponente di Volare Alto, piazzatosi terzo alle ultime elezioni comunali con 583 voti.

“Visto l’esito elettorale che ha permesso ai componenti della lista Volare Alto di fare il loro ingresso nel Pubblico Consesso, – spiega Feminò – che nella fase preliminare di composizione della lista Volare Alto, si era concordato tra alcuni componenti del “Gruppo Storico” (Dott. Bartolo Cipriano, Arch. Antonio Giuseppe Cipriano, Prof. Santo Buglisi, Sig. Domenico Genovese, Sig. Luigi Bruno Crisafulli, Dott. Stefano Feminò e Dott. Domenico Munafò), la non partecipazione alla competizione elettorale da parte del Dott. Stefano Feminò come consigliere, ma, con l’impegno che in caso di successo elettorale, sarebbe stato confermato Assessore, mentre, per la figura di Vicesindaco, si era convenuto che il Sindaco lo avrebbe scelto sulla base del risultato elettorale.
Una volta archiviata la competizione elettorale, sono emersi altri impegni politici con componenti della
lista, di cui nessuno conosceva l’esistenza. Accordi, successivamente rivendicati e non smentiti, stipulati
all’oscuro di coloro che hanno contribuito a far si che lei oggi sedesse sullo scranno più alto del palazzo
Municipale.
In un momento di impasse politica, venne nominata “sulla carta” una Giunta composta da Genovese,
Biondo e Feminò. Non concretizzatasi per motivi burocratici sollevati dalla Segretaria.
Non riuscendo a trovare la quadra politica, lei ha scelto di nominare una Giunta Tecnica, a termine,
composta da:
– Buglisi Santo
– Imbesi Anna
– Magistro Domenico
– Rappazzo Antonino
Definiti tecnici nella conferenza stampa tenutasi il 30 Giugno e non rispondenti a nessun gruppo politico.
Nella stessa conferenza, alla domanda di un orizzonte temporale per la nomina della Giunta Politica lei aveva risposto come segue: “al più presto possibile, perché c’è la necessità di insediare anche le Commissioni Consiliari Permanenti, perché devono esaminare tutti gli atti che ci sono preliminarmente al bilancio di previsione, al consuntivo, quindi elementi tutti, che se non passano dalle Commissioni Consiliari, non possono essere esitate dal Consiglio Comunale”.
In contrasto con la precedente dichiarazione, ci ha imposto che le nomine delle Commissioni andavano fatte prima della definizione della Giunta Politica; nonostante la non condivisione di questa scelta
politica da parte del sottoscritto e del Consigliere Domenico Genovese, oggi Assessore.
Benché il suo “al più presto possibile”, sono passati 4 mesi per la formazione della nuova Giunta.
Sconfessando se stesso e non mantenendo l’impegno, la conformazione dell’attuale Giunta non ha niente di Politico, in quanto due Assessori sono gli stessi di quelli designati nel programma elettorale, mentre i restanti due sono Tecnici già presenti e riconfermati in Giunta.
L’attività politica dei primi mesi è stata pressoché aleatoria, non è stata convocata nessuna riunione
se non in imminenza dei Consigli Comunali, non si è mai discusso di programmazione, tanto meno
dell’aspetto politico che doveva concretizzarsi nella formazione dell’Esecutivo.
Questa stasi politica ha indotto, quasi in concomitanza con la Festa Patronale, il Dott. Feminò
Stefano a inviarle una lettera, portata anche a conoscenza dei componenti del famoso “Gruppo Storico”, per chiarimenti in merito a voci di paese sulle perplessità e difficoltà circa la propria nomina ad Assessore del Comune di Terme Vigliatore.
Questa lettera, ancora oggi, non ha avuto risposta. In questa situazione di incertezza, prima della nomina dell’attuale Giunta “anomala”, lei mi ha convocato, chiedendo il mio punto di vista in merito alla formazione della Giunta Politica. In quell’occasione, le ho confermato la posizione che era a conoscenza di tutti. Mantenere l’accordo stipulato in presenza del Gruppo Storico. Avendo delle perplessità in merito, mi ha chiesto un nome che mi potesse rappresentare in Giunta. Ovviamente le ho subito espresso il mio disinteresse per la proposta fatta ad personam. Alla richiesta di una spiegazione del perché di questa scelta, pur confermando la compatibilità legale della potenziale nomina del Dott. Feminò Stefano, mi ha risposto con la scusa della parentela tra zio   nipote.
L’argomento è stato affrontato all’indomani, all’interno del Palazzo Municipale tra lei ed il Dott.
Feminò Stefano con l’impegno da parte sua di una risposta definitiva entro il fine settimana.
Non avendo ricevuto riscontro, mi sono sentito in dovere di chiamarla più volte la sera di lunedì 8 del mese scorso, per dare seguito all’incontro che avevamo avuto, alle chiamate lei non ha risposto. Ho ritenuto scriverle una risposta in merito alla mia posizione sulla composizione della Giunta Politica, comunicandole che l’unica alternativa Politica alla nomina come Assessore del Dott. Feminò Stefano era la nomina del sottoscritto. La lettera le è stata inviata su whatsapp e quasi subito visualizzata. Mi sarei aspettato una telefonata, ma questa non è arrivata.
Anche il Presidente del Consiglio ha fatto riferimento, nel suo discorso d’insediamento, ad accordi
pregressi e in quell’occasione ebbe a dire: “nella vita di tutti i giorni è buona regola mantenere le promesse fatte, se è vero come è vero che gli uomini si contraddistinguono per il mantenimento della parola data e che, quando ciò non avviene, è assolutamente auspicabile rappresentare, spiegandoli, i motivi del ripensamento!” , nello stesso discorso la sollecitava a fare la Giunta Politica.
La stessa non ha avuto ancora risposta sui motivi del suo ripensamento. Nella riunione di maggioranza di Venerdì 12 ottobre, convocata per volontà del Capogruppo Valenti, lei ha fatto ammenda quando il sottoscritto le ha fatto notare che la mancata comunicazione da parte sua verso i suoi consiglieri non poteva essere ancora tollerata come modus operandi di un Sindaco degno di questo ruolo.
In quella sede, chiarendo la sua volontà, ebbe a dire che non vuole assolutamente assumere il ruolo di padre padrone, facendo un mea culpa, promettendo, dall’indomani, più coinvolgimento dei consiglieri comunali. Accettando un mio suggerimento, si è deciso che le riunioni avessero cadenza settimanale per riparare al mancato dialogo ed iniziare una seria programmazione amministrativa. Concetto ribadito dal sottoscritto anche in Consiglio Comunale.
Nella stessa riunione, più di un consigliere le ha chiesto chiarimenti in merito alla formazione della Giunta Politica, ma lei, anche in quell’occasione, non si è assolutamente espresso.
Considerato in suo atteggiamento, poiché il sottoscritto rappresenta 583 elettori che mi hanno votato per rappresentarli in Consiglio Comunale, ritengo che gli stessi, come anche tutti i cittadini di Terme Vigliatore, meritano un chiarimento sulle sua questione Politica inerente il Comune di Terme Vigliatore, in quanto solo e solamente la Politica potrà risolvere i problemi del Territorio.
Infine attacca il consigliere Feminò ponendo delle domande al sindaco Munafò che attendono risposta: “Purtroppo lei persiste nel suo atteggiamento di “solista”, prova ne è l’articolo apparso sulla Gazzetta del Sud di un accordo bilaterale tra lei ed un consigliere comunale, con l’impegno di una nomina ad Assessore, dello stesso consigliere, negli ultimi due anni e mezzo di mandato elettorale. Come del resto ogni altra cosa, anche di questo fatto, nessuno ne era a conoscenza, né se n’è parlato nelle successive due riunioni di maggioranza.
Oggi, questa interrogazione viene fatta in Consiglio Comunale, in ossequio alla verità, ai cittadini e solo e soltanto ad essi che mi impongono di rivolgerle le seguenti domande:
Quali sono stati i veri motivi della mancata nomina del Dott. Stefano Feminò ad Assessore di questo Comune?
Perché sono stati riproposti due tecnici se la nuova Giunta doveva essere di carattere Politico? Perché non si è tenuto conto della volontà popolare fin da subito?
Quale reato viene addebitato al sottoscritto (primo uomo eletto) per non essere nominato in Giunta? Ci sono consiglieri di serie A e di serie B?
Quali sono stati i criteri di nomina della parte politica dell’Esecutivo?
– È stato utilizzato il metodo degli accordi preelettorali?
– È stato utilizzato il metodo del peso politico dato dal consenso elettorale?
– Sono stati scelti per competenze?
– È stato utilizzato il calcolo della percentuale di sudditanza verso il Sindaco?
Se è sua volontà chiarire quanto sopra, che tutto questo avvenga al più presto”.

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