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Segnalazione sussistenza di rischi ambientali e sanitari lungo il corso del Torrente Patrì in area intercomunale e prossimità foce.

Il Torrente Patrì versa in gravi condizioni di degrado ambientale. A dirlo ed anche documentarlo è Legambiente del Longano, con il presidente Carmelo Ceraolo, che in una lunga segnalazione inviata agli organi competenti regionali e locali, spiega:

“Da sopralluogo effettuato in data 09 febbraio 2020 dal Ponte sulla SS113 in direzione monte mare e’ costellato lungo il suo corso in particolare modo nell’argine sinistro fino al mare da rifiuti che lo caratterizzano come una grande discarica a cielo aperto. Nel corso degli anni molteplici sono state le segnalazioni da parte di Legambiente del Longano APS , che ha fotografato una situazione oltre il limite della tollerabilità, evidenziando un vero e proprio degrado ambientale. In seguito alle numerose denunce a tutt’oggi l’illecito permane, parti rilevanti e di enormi dimensioni dell’asta fluviale restano adibite illecitamente allo smaltimento di rifiuti per lo più speciali, abbandonati in modo incontrollato, si evidenziano: carcasse di elettrodomestici, rifiuti dell’attività di costruzione e demolizione, latte di vernici, materiali da costruzione contenenti sostanze pericolose, deiezioni animali, pneumatici, scarti di attività florovivaistica materiale elettronico , mobilia, e cosa ben più grave quintali di lastre di eternit lesionate in più parti che potrebbe comportare e che già in buona parte hanno compromesso l’ambiente per areodispersione delle particelle di amianto contenute. Infatti nelle recenti e molteplici denunce è stato anche evidenziato che in molte di queste micro discariche si rinvengono rifiuti contenenti amianto, costituiti, in prevalenza, da lastre ondulate di copertura . Tale situazione è ulteriormente aggravata dai fuochi che ignoti con cadenza giornaliera appiccano ai rifiuti abbandonati illecitamente che oltre a causare un gravissimo inquinamento ambientale, producono un inaccettabile rischio per la salute dei cittadini.
L’associazione ambientalista continua a denunciare quindi il continuo progressivo e inarrestabile degrado del torrente Patrì; ormai ridotto a una grande pattumiera, rendendo necessarie oggi più che main iniziative di controllo e contrasto.

Non meno rilevante é il fatto che i rifiuti, abbandonati sul greto del torrente, in caso di eccezionali eventi alluvionali, possono essere trasportati fino a mare come già avvenuto nei mesi scorsi con conseguente inquinamento delle acque e dei fondali, la la loro, presenza può formare pericolose ostruzioni con possibili deviazioni del normale flusso idrico costituendo potenziale pericolo per le aree circostanti .
Sarebbe auspicabile effettuare l’immediata chiusura di tutti i varchi di ingresso al fine di evitare lo smaltimento incontrollato e abusivo agli argini del torrente e relativa apposizione di videocamere in prossimità dei varchi .
Adottare ogni intervento che si ritenga idoneo finalizzato al contrasto nonché alla salvaguardia e al ripristino dei luoghi per la tutela dell’ambiente e dei cittadini .
Garantire l’intervento costante e coordinato dei comuni ricadenti nell’area del Patrì per le azioni di loro competenza
Il tutto al fine di interrompere questi comportamenti illeciti da parte di soggetti i quali disattendono il rispetto dell’ambiente grazie in primis all’inefficacia dei controlli”.
Legambiente ritiene che, in assenza di efficaci iniziative per contrastarlo, il fenomeno di proliferazione delle micro discariche all’interno del torrente Patrì stia assumendo, rispetto anche al recente passato, dimensioni sempre maggiori e preoccupanti. Aree che potrebbero diventare di enorme interesse naturalistico vengono profondamente alterate e ridotte, in alcuni casi, a posti di estremo degrado, cagionando danni ambientali e paesaggistici assai rilevanti, nuocendo all’immagine stessa di un paese che l’inciviltà di determinate persone non fa crescere.

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