Non si ferma la corsa contro il tempo tra le macerie della palazzina di tre piani crollata lo scorso 30 luglio nel rione Pistunina, nella zona sud di Messina. Il bilancio ufficiale di oggi, mercoledì 5 agosto 2026, resta drammatico: quattro vittime accertate e due persone che risultano ancora ufficialmente disperse sotto tonnellate di cemento.
Sul luogo del disastro continuano a operare senza sosta oltre 50 Vigili del Fuoco, supportati da team USAR (Urban Search and Rescue), unità cinofile, droni del nucleo SAPR e mezzi meccanici per la rimozione dei detriti. Le speranze di trovare i dispersi ancora in vita sono ormai ridotte al lumicino, ma le ricerche proseguono metro dopo metro.
Le operazioni di recupero dei giorni scorsi hanno purtroppo confermato il decesso di quattro persone. Si tratta della giovane commessa Alessandra Frazzica, 21 anni, che lavorava nell’emporio cinese al secondo piano dello stabile, e dei tre fratelli proprietari dell’immobile: Carmelo Leone, Rosa Leone e Sara Leone, l’ultima in ordine di tempo a essere stata estratta dai soccorritori.
I soccorritori stanno concentrando gli sforzi per individuare gli ultimi due uomini che mancanti all’appello: il messinese Santino Magazzù e il collaboratore domestico di origini straniere Lhairu Warnakulasuriya. Parallelamente ai soccorsi, l’attività giudiziaria della Procura di Messina ha subìto un’importante accelerazione. Sul registro degli indagati risultano iscritte tre persone, tra cui l’imprenditore edile Pasquale D’Alì e il committente Alessandro Panarello. Al momento del cedimento, i due stavano effettuando lavori di adeguamento strutturale al piano terra del palazzo, destinato a ospitare un nuovo supermercato. Entrambi erano riusciti a fuggire pochi secondi prima del collasso strutturale.
Oggi i magistrati affideranno formalmente l’incarico a un collegio di specialisti dell’ingegneria strutturale. Il pool di periti dovrà chiarire la dinamica del crollo e stabilire se sia stato innescato proprio dai lavori edili al pianterreno. Sotto la lente degli inquirenti ci sono anche le drammatiche testimonianze di alcuni superstiti, tra cui “Viola” (Fenfen Yeng), titolare del bazar del secondo piano. Tramite i legali, la donna ha confermato che nei locali si avvertivano “strane e forti vibrazioni già da diverse settimane”, anomalie che erano state esplicitamente segnalate prima del tragico epilogo. Nei prossimi giorni sono attesi anche i risultati delle autopsie disposte sulle salme delle quattro vittime, passaggi fondamentali per definire il quadro penale delle contestazioni di disastro e omicidio colposi.



