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Nella serata di ieri, alle ore 21.30, su “Quarta Repubblica” di Rete 4, programma diretto dal noto giornalista Nicola Porro, è stato ospitato il prof. Salvatore Di Bartolo, del Comune di San Fratello in provincia di Messina, il quale alcuni giorni fa aveva indirizzato una lettera aperta alle Segreterie Generali di: CGIL, CISL e UIL.
Questo il contenuto:

«Egregio Segretario Generale,

Sono un docente di un istituto di istruzione superiore della provincia di Varese, ed in quanto tale, annoverabile tra le categorie dei dipendenti pubblici, per di più, con contratto a tempo determinato.
Ho sempre rivendicato convintamente i miei diritti e, più di una volta, anche in tempi recenti, ho altresì apertamente criticato le politiche adottate da questo governo.
Alla luce di dette premesse, dunque, non posso di certo essere considerato soggetto di parte. Contrariamente, mi sarei senza dubbio alcuno astenuto dall’esternare qualsivoglia considerazione critica relativa al tema che mi accingo adesso a trattare.

Lungi dal voler giudicare quelle che sono le motivazioni che vi hanno condotto ad assumere la decisione di indire per il prossimo 9 dicembre uno sciopero generale per i dipendenti della pubblica amministrazione, ritengo di avere motivo di credere che qualche interrogativo in tal senso possa sorgere spontaneo.

Siamo proprio certi che in questo preciso momento storico uno sciopero dei dipendenti pubblici rappresenti una priorità?
E se invece contribuisse soltanto ad acuire le polemiche ed a creare ulteriori scontri e divisioni nel paese?
È responsabile rischiare di compromettere i già fragili equilibri socio-politici esistenti?
Ed ancora, è eticamente corretto scegliere volutamente di non lavorare quando invece chi vorrebbe lavorare non può farlo?
A voi le conclusioni.

Mi si consenta solamente una riflessione.
Si alzi per un attimo lo sguardo per scrutare l’ambiente circostante. Non possiamo non scorgere attorno a noi il disagio sociale e le macerie che una crisi apparentemente senza fine sta lasciando.
Soprattutto per chi, suo malgrado, oggi non gode di garanzia economica alcuna e fatica anche a soddisfare i bisogni primari propri e della propria famiglia.
Personalmente, in questi lunghi e difficili mesi, guardando il mondo intorno a me mi sono spesso sentito, nel mio piccolo, un privilegiato.

Adoperando la giusta dose di buonsenso non dovrebbe essere particolarmente difficile comprendere che questo è semplicemente il momento più sbagliato per promuovere una seppur giusta causa.
Lottare strenuamente per i propri diritti non solo è legittimo. È sacrosanto.
Ma sicuramente ci sarà modo e tempo per farlo.
Certo che ad attenderci vi saranno senz’altro tempi migliori.

Prof. Di Bartolo Salvatore».

di Salvatore Bucolo

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