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Le associazioni anti-inquinamento della valle del Mela apprezzano l’atteggiamento dimostrato nelle ultime settimane dai Sindaci della valle del Mela, in particolare di S. Lucia del Mela, Pace del Mela, Monforte S. Giorgio, Condrò e S. Pier Niceto, che si sono schierati a difesa del Piano della qualità dell’aria contro l’irresponsabile ricatto delle industrie.

“Questi Sindaci hanno compreso la necessità di ridurre concretamente l’inquinamento – si legge in una nota congiunta – in uno dei luoghi più belli ed al contempo più inquinati d’Italia. Qui i bambini hanno un rischio di nascere malformati ben più alto della norma, visto che di recente è stato registrato il più grave eccesso di malformazioni congenite d’Italia. Le urine degli adolescenti risultano cariche di metalli pesanti. Molti nostri concittadini si ammalano per colpa dell’inquinamento, che procura sofferenza, povertà e sciagure, mietendo vittime innocenti.

Un inquinamento che pesa come un macigno sullo sviluppo del nostro territorio, che possiede ben altre potenzialità e vocazioni.

Eppure, c’è chi ha il barbaro coraggio di sostenere che non bisogna ridurlo questo inquinamento, perché altrimenti, con limiti più restrittivi, le grosse industrie scapperebbero.

Questa è la tesi di alcuni “sindacalisti”, che anziché i lavoratori sembrano tutelare di più i petrolieri. Una posizione inaccettabile, ma che non ci stupisce, visto che tra lor signori c’è anche chi invocava a gran voce l’odiato mega-inceneritore del Mela, come se l’inquinamento esistente non fosse già abbastanza.

Visto che a loro dire i limiti più restrittivi farebbero scappare le industrie, perché allora non toglierli completamente questi limiti? Ma si, facciamoli inquinare a dismisura! Facciamo guadagnare i petrolieri senza fargli fare alcun investimento ambientale, mentre la gente si ammala e muore, mentre i bambini nascono malformati, mentre il clima si altera irreversibilmente.

Chi dice che il Piano impone limiti diversi da quelle delle normative nazionali evidentemente non conosce le normative. Queste prevedono l’obbligo di recepire i limiti necessariamente più restrittivi (perché altrimenti sarebbero inutili) individuati nei Piani regionali di qualità dell’aria e nelle prescrizioni sanitarie dei Sindaci.

Facciamo appello a chi, nel sindacato, volesse davvero difendere i posti di lavoro, e con esso la salute dei lavoratori e dei loro familiari: si batta insieme al territorio (e non contro), per facilitare il raggiungimento dei limiti previsti nel Piano di qualità dell’aria, perseguendo forme di incentivazione economica nel solco della Green Economy. Il Piano offre l’opportunità irrinunciabile di riscrivere il modello di sviluppo del territorio attorno a un nuovo patto tra lavoro, salute e sviluppo diffuso.

Invitiamo infine il Sindaco di Milazzo, che si chiede se la RAM dica il vero quando sostiene che i limiti del Piano sono irraggiungibili, a leggere il ricorso presentato dalla stessa Raffineria: non troverà alcuna dimostrazione, né alcuna argomentazione su una presunta irraggiungibilità dei limiti. Limiti peraltro noti da almeno tre anni, senza che la RAM, quando ne ha avuto la possibilità, li abbia contestati.

ARPA Sicilia ha già chiarito in giudizio che i limiti del Piano non sono affatto inventati, ma fanno riferimento ad un documento della Comunità Europea sulle migliori tecnologie disponibili. Si tratta quindi di limiti perfettamente applicabili, a meno che non si dica che sia la Comunità Europea a mentire”.

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