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Non bastava A2A, adesso è spuntata fuori un’altra azienda per realizzare un inceneritore nella Valle del Mela. Risulta infatti che da pochi giorni l’ESI di Giammoro, abbia presentato richiesta di autorizzazione per un impianto “sperimentale” di rifiuti pericolosi.

In particolare si vorrebbero incenerire rifiuti sanitari, rifiuti industriali e fanghi oleosi come i residui, ricchi di metalli pesanti, dei serbatoi della raffineria.

Si tratta in ogni caso di rifiuti della peggiore specie, molto ricchi di metalli pesanti e cloro, dalla presenza di quest’ultimo dipende la formazione delle diossine durante la combustione.
Del progetto dell’ESI si è discusso nell’ultima seduta di consiglio comunale di Pace del Mela, che ha deliberato la propria contrarietà. Tuttavia l’autorizzazione all’impianto è di competenza regionale. Sembra che già la prossima settimana alla Regione avrà luogo sull’argomento una conferenza dei servizi tra tutte le amministrazioni coinvolte.
Tuonano le associazioni, i comitati ed i movimenti che da anni lottano contro gli impianti industriali: “Vi è la necessità – dichiara nella nota il Comitato dei cittadini contro l’inceneritore del Mela- di intervenire URGENTEMENTE.  Padre Giuseppe Trifirò, parroco di Archi e Pace del Mela, ha lanciato una campagna di raccolta firme, predisponendo un modulo per tutti i cittadini che vogliono chiedere agli enti competenti di negare l’autorizzazione dell’impianto”.
“La Valle del Mela continua ad essere minacciata da altri impianti industriali. La ditta ESI SpA ha presentato un progetto per la realizzazione all’esercizio di un impianto di ricerca e sperimentazione per la gestione di rifiuti pericolosi e non, – scrive Giuseppe Maimone, presidente dell’associazione ADASC – presso lo stabilimento di Giammoro. La società ha preso in considerazione la possibilità di usare le attuali risorse tecnologiche presenti all’interno dell’insediamento industriale per effettuare attività di incenerimento dei rifiuti in aggiunta a quella attuale di recupero e riciclo del piombo dalle batterie esauste. L’attenzione è rivolta verso rifiuti sanitari e ospedalieri, fanghi, morchie e fondami di serbatori, catalizzatori industriali rigenerabili”.

“Non riusciamo a comprendere per quale motivo il Sindaco del Comune di Pace del Mela Pippo Sciotto, considerato che ha ricevuto la documentazione in data 9 settembre non ha immediatamente dato comunicazione alla popolazione, alle Associazioni e alle Amministrazione del Comprensorio – attacca il Comitato NO CSS  Inceneritore Valle del Mela. Siamo venuti a conoscenza tramite il Consiglio Comunale pacese che ha già votato all’unanimità la contrarietà all’impianto. Ci aspettiamo un chiaro e determinato intervento anche da parte degli altri comuni. Principalmente il comune di Pace del Mela dia l’incarico ad un esperto di comprovata esperienza per bloccare questo scellerato progetto. Oltre alla battaglia contro il colosso industriale Edipower A2A adesso ci attende quest’altra sfida. L’Associazione ADASC e il Coordinamento Ambientale Milazzo Valle del Mela hanno invitato una proposta di deliberazione a tutti i comuni del comprensorio per votare la netta contrarietà al questo ulteriore impianto potenzialmente dannoso per la salute pubblica e per l’ambiente. Giorno 11 ottobre si terrà presso l’Assessorato Regionale Energia e Pubblica Utilità, dipartimento Regionale dell’Acqua e dei Rifiuti – Servizio 7 – Autorizzazioni la prima conferenza dei servizi. Tempi molto ristretti, ma le Associazioni non mollano. L’Adasc già è al lavoro per presentare delle Osservazioni all’istanza della ditta ESI e ha chiesto al pool di tecnici e di legali che collaborano costantemente con il sodalizio di valutare ogni azione per contrastare questo ulteriore impianto. Si evidenzia che il comune ha ricevuto la convocazione per la conferenza dei servizi giorno 8 settembre, il giorno prima della presentazione dell’istanza presso il comune di Pace del Mela. Anche se viene presentato come un impianto sperimentale e di ricerca, crea un potenziale pericolo per la salute pubblica e per l’ambiente, considerato che si tratta di incenerimento dei rifiuti. Dalla letteratura scientifica si evincono gli agenti inquinanti prodotti, quali diossine, metalli pesanti, polveri ultra sottili ecc. afferma il presidente Peppe Maimone. Da non sottovalutare l’irrisoria vicinanza con il centro abitato di Giammoro, di Gabbia e di San Pier Marina e con il centro sportivo di Giammoro. Il Sacerdote Giuseppe Trifirò, parroco di Archi e Pace del Mela, presidente dell’Associazione TSC ha lanciato una petizione popolare. La proposta è stata spostata immediatamente dalle Associazioni e Comitati del territorio. Da domenica infatti sono stati distribuiti dei moduli per chiedere all’Assessorato Regionale di non autorizzare l’impianto che intende realizzare la Società ESI. Venerdì verranno inviate già le prime firme, e con regolare cadenza, il parroco invierà alla Regione Siciliana i moduli sottoscritti dai cittadini. E’ un segnale per far capire ai nostri governanti che chiediamo risanamento e sicurezza e basta altri impianti industriali. Il parroco e le Associazioni sono in attesa dell’incontro con S.E. il Prefetto di Messina anche per discutere di questo nuovo progetto. L’impianto della ditta ESI sará anche al centro dell’incontro con il Sindaco della Città Metropolitana Prof. Renato Accorinti.

Per vincere questa battaglia – concludono – abbiamo bisogno della cittadinanza per far capire con forza che siamo stanchi di subire inquinamento. Il territorio è dei cittadini non certo di un gruppo di industriali. Il popolo deve decidere il destino del proprio territorio”.

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