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L’ultimo report di “PASSI d’Argento”, il sistema di monitoraggio coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) pubblicato anche dalla regione Sicilia evidenzia fragilità strutturali che colpiscono da vicino la popolazione con 65 anni e più, ponendo anche la provincia di Messina di fronte a criticità sanitarie e sociali molto marcate.

A sollevare la questione è il Segretario cittadino del PRI Messina Angelo Toscano, che in una nota sottolinea: “L’indicatore più allarmante riguarda il benessere psicologico: a Messina e nel contesto regionale, ben il 19,4% degli over 65 manifesta sintomi depressivi acuti che risultano strettamente connessi al dramma della solitudine. Circa il 15% degli anziani dell’area metropolitana vive infatti in una condizione di totale isolamento sociale, privo di reti di supporto o di occasioni di partecipazione. Una vulnerabilità che si acuisce drasticamente tra gli ultra-ottantacinquenni, dove la quota di chi non ha contatti significativi nell’arco della settimana supera il 30%.

Sul fronte clinico, la provincia risente di un pesante carico di cronicità: il 60% degli anziani convive con almeno una patologia cronica e uno su quattro deve gestire una condizione di multicronicità. In questo scenario, emerge la criticità legata all’aderenza terapeutica e alla continuità assistenziale: appena il 39,1% dei pazienti cronici riferisce di aver ricevuto un controllo medico sulla corretta assunzione dei farmaci, mentre una percentuale non trascurabile dichiara di non aver mai subito verifiche sulla propria terapia.

I dati della sorveglianza “PASSI d’Argento” impongono un ripensamento urgente delle risposte assistenziali. L’obiettivo strategico per il territorio messinese deve spostarsi con decisione verso la medicina d’iniziativa, il potenziamento dell’assistenza domiciliare e lo sviluppo di programmi integrati di invecchiamento attivo per contrastare la solitudine e prevenire i rischi domestici che continuano a colpire almeno il 6% degli anziani. Contrastare la solitudine richiede più prevenzione e collaborazione tra istituzioni e comunità, non come fatto occasionale ma come regola per dare dignità e rispetto a chi, in una società civile, non deve restare indietro”, conclude Toscano.

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