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Andrà in scena al Teatro Trifiletti domenica, alle ore 18 per la Stagione quiNteatro, diretta dal regista Giuseppe Pollicina e organizzata da Le Alte Terre di Mezzo in collaborazione con il Comune di Milazzo, la commedia dal titolo Tango Monsieur.

Diretta da Giuseppe Pollicina la pièce racconta la vita di un incallito “Don Giovanni” in pericolo. Il perché è subito detto: quattro donne diversissime tra loro, vengono convocate, lo stesso giorno alla stessa ora e nello stesso luogo per scoprire d’essere accomunate da un beffardo destino: l’essere mogli o fidanzate del medesimo uomo.
Questi, ha lasciato furbescamente al fedele maggiordomo la risoluzione del caso.
Le donne, tutte innamorate, si sentono tradite in egual misura e ben presto, la loro rabbia e rivalità, si trasformano in complicità.
E’ a questo punto che l’immaginazione e la fantasia femminili si addentreranno laddove il comune buon senso consiglierebbe di non spingersi… sicché se l’impenitente donnaiolo cogitava di liberarsi in un sol colpo delle quattro malcapitate, sotto gli occhi esterrefatti dell’attonito maggiordomo, gli eventi si evolvono in un comico crescendo assumendo ora i toni del giallo, ora quelli del grottesco, ora quelli dell’assurdo, accompagnando lo spettatore fino all’inimmaginabile finale. Al fianco di Giuseppe Pollicina, nel ruolo di un umile maggiordomo in questa divertente pièce troviamo Tania Chillemi (moglie), Paola Gemelli (moglie promessa), Gaia Foti (seconda moglie), Emanuela Mendolia (moglie mancata), Salvatore Sacco ( un amorale puro) e Salvo Maiorana (un notaio allupato).
Per l’occasione vi proponiamo una brevissima intervista a Giuseppe Pollicina sull’arte teatrale, l’uomo che da quattro anni a questa parte ha permesso al Teatro Trifiletti di tornare a vivere.
Con quali caratteristiche si presenta la commedia dal titolo Tango Monsieur?
Ho immaginato questo lavoro come un mazzo di carte, dove le vite vengono mischiate e messe di nuovo in gioco ad ogni cambiamento.
Non è stato facile riportare in scena questo lavoro dopo 6 anni e in un momento particolare. Ma la voglia di investire nei giovani e la mia beata incoscienza nell’accettare qualunque sfida il palco o la vita mi propongano, hanno fatto il resto.
In base a quali criteri sceglie il cast per i suoi lavori teatrali?

Quando lavoro con gli attori, cerco sempre di ottenere da loro la “verità”. Qualunque emozione si debba esprimere per esigenze di copione deve essere innanzitutto vera e non simulata. Mi piace farli entrare nello spirito del personaggio e tirare fuori elementi presi dalla loro personalità. Quindi sì, attore bravo e credibile, ma non solo.
E infine quali sono le qualità che un attore deve assolutamente possedere?
Un buon attore deve possedere umiltà, spirito di gruppo, autoironia, pazienza (certi registi sono insopportabili ^_*), spirito di sacrificio, disponibilità. E poi, naturalmente, tecnica e talento. Ma il talento, paradossalmente, viene dopo perché è con il lavoro che si ottengono risultati straordinari. Il talento non accompagnato dalle altre doti, invece, è sprecato e inutile.
Gli attori hanno dato l’anima per questo lavoro ed io sono grato per quanto hanno regalato a me con la loro voglia di fare che mi ha sostenuto nei momenti difficili. Grazie amici, a voi e a tutti quelli che hanno messo un po’ di se dentro questo lavoro, grazie a tutto lo staff tecnico, pignoli e precisi fino all’inverosimile, hanno dato quel tocco di professionalità al lavoro, che diventa un valore aggiunto.
Grazie infine a chi ci ha supportato e sopportato.
Vi voglio bene.

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