La Premiazione è un momento di alto significato culturale e umano ed occasione per celebrare il talento, il valore della parola scritta e il ruolo fondamentale dell’informazione nella costruzione di una società più libera, consapevole e giusta.
Obiettivo del Premio Piersanti Mattarella è valorizzare e promuovere espressioni d’ingegno letterario e culturale per celebrare l’opera morale, istituzionale e civile di Piersanti Mattarella, Presidente della Regione Siciliana e tenace avversario della cultura mafiosa.
La X Edizione del Premio Letterario Giornalistico Piersanti Mattarella 2026- come sottolineato dal Suo presidente, Dott. Orazio Santagati- rappresenta un traguardo prestigioso che segna dieci anni di impegno culturale, civile e sociale nel nome di una delle più autorevoli figure della storia repubblicana italiana all’insegna dei valori che hanno guidato l’opera e la testimonianza umana di Piersanti Mattarella: legalità, etica pubblica, libertà di pensiero, responsabilità civile e servizio alla collettività.
Oggi il Premio è un autorevole punto di riferimento nel panorama culturale nazionale, capace di promuovere il dialogo, la riflessione e la diffusione di una cultura fondata sul rispetto della verità e sulla valorizzazione del merito e della crescita democratica. In particolare, questa decima edizione assume un significato speciale poiché ricorrenza importante e conferma della missione di custodire la memoria di Piersanti Mattarella e trasmetterne l’eredità morale alle nuove generazioni.
Il Premio Piersanti Mattarella, istituito e organizzato dalla Onlus Memoria nel cuore, ha il Patrocinio della Regione Lazio, Roma Capitale, Università degli Studi Sapienza, Roma e l’Osservatorio Tecnico Scientifico per la Sicurezza, la Legalità, la Lotta alla Corruzione, nel corso delle varie edizioni sono stati presenti personalità del mondo del Giornalismo, della Saggistica, delle Istituzioni e dell’Impegno civile e delle Forze dell’Ordine. Importanti nomi figurano fra i Finalisti e Vincitori, Relatori e Ospiti istituzionali, nelle passate edizioni sono state premiate opere di denuncia e di inchiesta sulla criminalità organizzata.
Negli anni ha visto la presenza di vice Presidenti della Camera dei Deputati e rappresentanti dei ministeri e di patrocinanti come il Ministero della Cultura e la Regione Lazio, alti ufficiali dell’Arma dei Carabinieri, tra i cui il Generale di Corpo d’Armata Serafino Liberati e il Direttore dei Beni Storici Antonino Neosi, del Ministero dell’Interno, magistrati e avvocati impegnati sul fronte della legalità e della trasparenza come il saggista Angelo Lucarella e il funzionario Claudio Salvia e ancora figure del mondo Religioso e dell’Associazionismo Civile e, tra gli altri, Suor Carolina Iavazzo, storica collaboratrice di Don Pino Puglisi a Brancaccio, intervenuta come relatrice.
I momenti cruciali delle cerimonie uniscono la premiazione ufficiale al convegno nazionale, quest’anno con il tema: “Il recupero del senso del dovere” dedicato al Beato Don Pino Puglisi.
Pubblicato dalla storica Casa Editrice Luigi Pellegrini, tra cui autori vi è il Procuratore Generale di Napoli, Dott. Nicola Gratteri, “Imbroglio di Stato” di Patrizia Zangla ha il Patrocinio del “Centro Studi di Documentazione sulla Criminalità mafiosa Chinnici -Falcone”.
La Prefazione è stata curata dal Professore Saverio Di Bella, storico e politico italiano, docente universitario, Senatore della Repubblica italiana, componente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della mafia 1994-1996 -di cui, tra gli altri, hanno fatto parte Sandra Bonsanti, Pino Arlacchi, Luigi Manconi, Ferdinando Imposimato- che ha interrogato Silvio Berlusconi nella seduta parlamentare del 28 ottobre 1994.
Presente in tutte le Librerie nazionali, il saggio è una novità editoriale che propone una ricerca documentata risultato di oltre cinque anni di studio condotta dall’Autrice in più regioni: Sicilia, Calabria, Emilia Romagna, Lombardia, Veneto, Friuli che unisce, per la prima volta, Neofascismo – Massoneria – Massomafia che si incontrano e incastrano in una sporca guerra di potere.



