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In occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulla donna, la consigliera comunale del gruppo misto Angelita Pino, presenta una mozione finalizzata ad un azione multidisciplinare e interistituzionale da avviare nelle scuole per la prevenzione e contrasto alla violenza di genere, sollecitando così il Sindaco e l’Amministrazione comunale a farsi promotori dell’iniziativa.

L’obiettivo è prevenire e contrastare in modo efficace il dramma della violenza contro le donne per colmare le disuguaglianze di genere e cambiare la cultura che genera e perpetua la violenza maschile. Tale progetto dovrebbe inserirsi in una visione politica che superi la logica emergenziale per costruire una risposta strutturale e sistemica al fenomeno della violenza contro le donne.

“Non è un mistero che quello della violenza di genere sia un fenomeno che ha assunto negli ultimi anni tratti drammatici, – sottolinea in una nota la Pino – fino a divenire un vero e proprio allarme sociale, così come è pacifico che la pandemia da covid 19, con i conseguenti lunghi periodi di lockdown e quindi di convivenza forzata sotto lo stesso tetto, abbia fatto registrare un’impennata dei casi di violenza domestica.
In questo desolante quadro, si reputano essenziali quelle strategie politiche che puntino a combattere le radici culturali e le vere cause del fenomeno della violenza di genere.
Per tale ragione, con la mozione in argomento, si suggerisce all’Amministrazione di mettere in campo un’azione sinergica con tutti quegli attori coinvolti nella lotta alla violenza di genere, e che per primi vengono ad essere in contatto con le vittime, affinchè si dia avvio ad una vera e propria rivoluzione culturale, che prenda avvio dalle scuole e che in primis in queste trovi attuazione, in quanto proprio la scuola deve essere individuata come il luogo privilegiato in cui svolgere un lavoro di educazione emotiva e affettiva per fornire ai ragazzi spunti di riflessione, al fine di costruire un rapporto rispettoso di sé e dell’altro.
Una “cultura del rispetto”, quindi, che può essere veicolata attraverso un’adeguata campagna informativa e di sensibilizzazione che può essere realizzata attraverso incontri, conferenze, attività laboratoriali nelle scuole e tanto altro, o addirittura attraverso la modifica della didattica, per inserire all’interno dell’orario scolastico delle vere e proprie lezioni dedicate all’argomento con l’ausilio degli operatori del settore, con i quali già in passato era stata avviata una interlocuzione a tale scopo, e che avevano mostrato ampia disponibilità ed apertura nei riguardi di tale progetto.
Tra l’altro, il successo di iniziative di tal fatta – in primis del c.d. “progetto camper”, avviato qualche anno fa ad opera della Questura di Messina all’interno degli istituti scolastici cittadini, dimostra l’utilità dell’avvio di un simile percorso proprio nelle scuole, atteso che il cambiamento culturale deve necessariamente riguardare le nuove generazioni, che vanno educate a leggere il mondo e agirvi all’interno con comportamenti liberi da stereotipi di genere, onde superare i vecchi retaggi culturali e fermare finalmente le pratiche vessatorie e di sopraffazione nei riguardi delle donne”.

Una mozione di grande valore quella di Angelita Pino, da sempre in prima linea nella importante ed attuale tematica della violenza di genere, prima da Assessore oggi da rappresentante del popolo in Consiglio comunale, ma potremmo dire sempre da Donna concretamente ancorata alle problematiche sociali con l’obiettivo di rendere più vivibile e civile la nostra comunità.

Qui di seguito la mozione in forma integrale.

Mozione avente ad oggetto azione multidisciplinare e interistituzionale da avviare nelle scuole per la prevenzione e contrasto alla violenza di genere.

PREMESSO CHE
Quello della “violenza di genere” è un fenomeno drammaticamente attuale che, in special modo negli ultimi anni, ha assunto caratteristiche tali da divenire un vero e proprio allarme sociale;
è pacifico che la pandemia da covid 19, con i conseguenti lunghi periodi di “lockdown” comportanti la costante convivenza forzata nella stessa abitazione, ha fatto registrare un’impennata dei casi di violenza domestica;
più in particolare, dai dati statistici emerge una crescita di addirittura il 73% delle richieste d’aiuto, così come delle chiamate al numero nazionale 1522, che nel 2020 sono quasi raddoppiate rispetto all’anno precedente;
ancor più specificamente, il numero dei femminicidi, già drammatico, è ulteriormente salito nel 2021: dai dati forniti dalla Direzione anticrimine della polizia emerge un aumento dell’8% rispetto al 2020, con ben 109 femminicidi registrati fino ad oggi;
anche nel nostro Comune, il fenomeno ha assunto contorni drammatici e desta profonda preoccupazione, come emerge dai dati rilevati dal centro antiviolenza “Frida Kahlo onlus”, da diversi anni operante sul territorio, che ha registrato un’impennata delle richieste d’aiuto durante i periodi di lockdown;
CONSIDERATO CHE
sebbene sia innegabile che negli ultimi anni sono stati fatti alcuni importanti passi in avanti specie in ambito legislativo, con l’introduzione del c.d. “codice rosso” – comportante una corsia preferenziale ed una tutela rafforzata per le vittime di violenza, anche in un’ottica di prevenzione del fatto di reato – l’attuale non regressione del fenomeno, ed anzi il suo inasprirsi in determinati casi (anche tra i più giovani), porta a ritenere che serva un maggiore sforzo, e che la reale prevenzione passi innegabilmente dalla necessità di combattere le sue radici culturali e le sue cause;
di conseguenza, risultano essenziali le strategie politiche mirate all’educazione, alla sensibilizzazione, al riconoscimento e alla realizzazione delle pari opportunità in ogni ambito della vita pubblica e privata. L’obiettivo è infatti quello di lavorare per combattere le discriminazioni e gli stereotipi legati ai ruoli di genere ed al sessismo, che producono le condizioni contestuali favorevoli alla perpetuazione della violenza maschile contro le donne;
in tal senso l’attenzione deve essere massima e rivolta soprattutto alle nuove generazioni, investendo nella formazione: la scuola può e deve essere individuata come il luogo privilegiato in cui svolgere un lavoro di educazione emotiva e affettiva per fornire ai ragazzi spunti di riflessione, al fine di costruire un rapporto rispettoso di sé e dell’altro;
promuovere una coscienza critica e strutturata sulla percezione che i ragazzi hanno dei ruoli che ricoprono in quanto maschi e femmine all’interno della società significa fornire alle nuove generazioni strumenti utili per arginare e destrutturare gli stereotipi di genere riconosciuti come fondamenta del fenomeno della violenza di genere sulle donne;
ciò è particolarmente importante in ottica preventiva anche di quel fenomeno chiamato “trasmissione intergenerazionale”, che è un evento che si verifica nei casi di violenza assistita, ossia quando si è assistito alla violenza tra i genitori, o quando la si è vissuta in prima persona. Infatti, è stato purtroppo statisticamente appurato che i figli che assistono alla violenza del padre nei confronti della madre hanno una probabilità maggiore di essere autori di violenza nei confronti delle proprie compagne e le figlie di esserne vittime;
RILEVATO ALTRESI’ CHE
è assolutamente indispensabile mantenere il tema della violenza di genere costantemente al centro dell’agenda politica;
le istituzioni, infatti, rivestono un ruolo preponderante nel promuovere un approccio integrato di lungo periodo, senza affidarsi a sporadiche ed episodiche iniziative, ma avviando una progettualità nel medio e lungo periodo, che contempli la collaborazione fattiva con tutti gli attori a vario titolo coinvolti nella lotta alla violenza di genere e nell’aiuto alle vittime, essendo coloro che per primi vengono in contatto con esse (centri antiviolenza, Forze dell’ordine, ospedali, assistenti sociali, ecc…);
stante la riconosciuta importanza di un’attività di divulgazione di una sorta di “cultura del rispetto” in primis tra le nuove generazioni, si ritiene opportuno avviare un’azione multidisciplinare di prevenzione e contrasto alla violenza di genere e assistita, che inizi proprio dalle e nelle scuole;
un progetto di tal fatta dovrebbe essere pensato ed attuato al fine di far maturare nei ragazzi un pensiero critico circa i modelli di relazione tra i sessi ed il loro possibile codificarsi attraverso stereotipi, rappresentazioni e convenzioni sociali, che spesso si rifanno ancora alla struttura simbolica patriarcale dei rapporti tra uomo e donna;
un simile percorso va avviato anche con l’ulteriore scopo di sensibilizzare e comunicare agli operatori scolastici i temi della prevenzione e del riconoscimento e conseguente segnalazione delle situazioni di abuso, rafforzando quindi le competenze di tutti gli attori coinvolti nel mondo scolastico, implementando la collaborazione con gli attori socio-sanitari, istituzionali e giuridico-legali;
tutto ciò premesso, considerato e rilevato
SI INVITANO
il Sindaco e l’Amministrazione comunale a farsi promotori di un’iniziativa multidisciplinare e interistituzionale volta a prevenire e contrastare in modo efficace il dramma della violenza contro le donne per colmare le disuguaglianze di genere e cambiare la cultura che genera e perpetua la violenza maschile.
Tale progetto dovrebbe inserirsi in una visione politica che superi la logica emergenziale per costruire una risposta strutturale e sistemica al fenomeno della violenza contro le donne.
Il Comune di Barcellona P.G. potrebbe, dunque, essere l’Ente promotore di un protocollo d’intesa interistituzionale, che veda il coinvolgimento del centro antiviolenza operante sul territorio, delle Forze dell’Ordine, dei dirigenti scolastici, del personale ospedaliero, degli assistenti sociali, nonché di una rete di psicologi e avvocati, che sia rivolto ed attuato nelle scuole al fine di divulgare una “cultura del rispetto”, con l’obiettivo di trasmettere sin dalla giovane età il valore del rispetto della donna, ma anche di tutti gli esseri umani, educando a leggere il mondo e agirvi all’interno con comportamenti liberi da stereotipi di genere, onde superare i vecchi retaggi culturali e fermare la sopraffazione.
Tale iniziativa potrebbe ispirarsi o ricalcare il progetto, promosso e avviato con successo qualche anno fa dalla Questura di Messina negli Istituti scolastici cittadini, chiamato “progetto camper” che, attraverso l’informazione, era volto a contribuire al cambiamento culturale delle nuove generazioni.
Video, questionari, opuscoli informativi, incontri e conferenze con gli operatori del settore, rappresentazioni teatrali, attività laboratoriali e molto altro, possono essere di ausilio all’opera di divulgazione e sensibilizzazione, così come persino una revisione dei libri di testo o della stessa didattica (con l’introduzione nell’orario scolastico, periodicamente, di vere e proprie lezioni dedicate all’argomento), promuovendo quindi nell’offerta formativa della scuola l’educazione alla parità tra i sessi, per il superamento degli stereotipi di genere.
Non è senza utilità rilevare che l’iniziativa sopra proposta ha mero carattere esemplificativo, potendo da essa trarsi anche solo lo spunto per altri e anche più articolati progetti, per la realizzazione dei quali si manifesta sin d’ora la propria disponibilità, in quanto, a parere di chi scrive, l’esclusivo scopo da cui muovere al fine di un’efficace azione di prevenzione e lotta alla violenza di genere, è quello di promuovere una vera e propria rivoluzione culturale ad opera di tutte le Istituzioni.
“Ciò che mi spaventa non è la violenza dei cattivi; è l’indifferenza dei buoni”. (Martin Luther King).
Con osservanza,
Il Consigliere comunale                                            Avv. Angelita Pino

 

 

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