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Da quasi un anno l’Associazione culturale Genius Loci, presieduta da Bernardo Dell’Aglio, in un progetto guidato da Massimo Sindoni, si sta prodigando, assieme al Comitato di Quartiere di Sant’Antonio, per “restituire” al quartiere l’antica lapide della vecchia fontana/abbeveratoio di Piazza Fontana.

Nel 1957 la fontana fu demolita e la lapide storica del 1639, riportante un testo in latino dal sapore poetico, fu trasferita presso la Biblioteca Comunale di via Regina Margherita. E’ un bene comunale ed è sottoposta alla tutela ed ai vincoli della Soprintendenza dei Beni Culturali. La Genius Loci si è interessata al suo recupero e al suo valore storico, nonchè alla pulitura e alla valorizzazione. Per questo motivo l’8 marzo 2019 ha presentato una formale richiesta alla stessa Soprintendenza dei Beni Culturali di Messina per avviarne l’iter del recupero, finalizzato all’autorizzazione per effettuare l’intervento di pulitura e di ricollocazione nella stessa zona dove si trovava in origine. Recentemente è stata contattata la Ditta Antonuccio, che rientra nell’elenco dei restauratori autorizzati dalla Soprintendenza, come previsto dall’art. 182 del DL 42\2004. «Abbiamo già provveduto ad informare del progetto di riqualificazione sia il Sindaco Avv. Calabrò, sia l’Assessore alla Cultura, Avv. Dottore – aggiunge Massimo Sindoni – e ci stiamo adoperando insieme a tutto il Comitato di Quartiere di Sant’Antonio, presieduto dall’Avv. Nino Zarcone, affinché questa vecchia lapide, una volta autorizzati al suo restauro, possa essere “restituita” agli abitanti di Sant’Antonio e ricollocata degnamente in Piazza Fontana.»

Questa la traduzione del testo della lapide, tratta dal libro di padre Carmelo Biondo, Chiese di Barcellona Pozzo di Gotto, pubblicato nel 1986: «A DIO OTTIMO MASSIMO / FILIPPO IV RE DI SPAGNA E DI SICILIA / PADRI COSCRITTI / GIACINTO CUCUZZA STEFANO LAPIS / GASPARE SOTTILE E CARLO ALESSANDRO / MOLTE VOLTE IL DIO PAN SAZIA LA GOLA CON QUESTA / DOLCE ACQUA / PAN CHE ARDE DI AMORE PER LA DEA SERIADE / QUI SIEDE E LAVA LE GUANCE E TERGE I CAPELLI / LA CASTA DIANA DOPO AVER ABBATTUTO LE TIMIDE FIERE / MENTRE SOFFIAVA IL LIEVE ZEFIRO, RIPOSANDO / SDRAIATO NELL’OMBRA / QUI ANCHE TU VIANDANTE ALLEVIA IL LUNGO CAMMINO / 1639».

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