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Di nuovo in discesa la curva dei contagi Covid in Sicilia. Secondo il report quotidiano del ministero della Salute sono 484 i nuovi casi (ieri erano 625) su 23.794 tamponi processati, con il tasso di positività che cala al 2%, la metà della media nazionale.

La regione è al nono posto nel numero dei nuovi contagi giornalieri. In lieve aumento purtroppo il numero delle vittime che sono 24 e portano il totale a 3.915. Le persone attualmente positive sono 33.655, con una diminuzione di altri 825 casi grazie a 1.285 guariti. Buone notizie anche dagli ospedali siciliani dove tornano a diminuire i ricoveri: adesso sono 1.115, 48 in meno rispetto a ieri, dei quali 154 in terapia intensiva, 4 in meno.
Il bollettino di oggi conferma quindi i dati incoraggianti degli ultimi giorni, come ha osservato anche il presidente della Regione Nello Musumeci nel corso di una conferenza stampa: “Il contagio è altalenante ma non siamo in una situazione di allarme per giustificare provvedimenti di zona rossa” ha spiegato il Governatore escludendo l’ipotesi di due settimane di lockdown.
“La zona gialla – ha aggiunto – deve essere un patrimonio di tutti e abbiamo il dovere di salvaguardarla. Magari col governo nazionale ci confronteremo su altre aperture, mi amareggia tantissimo che il mondo della cultura e dello spettacolo rimangano preclusi a ogni tipo di attività”.
Il Governatore ha affrontato anche il tema scottante dei vaccini. “Stiamo lavorando per potere procedere a una fornitura autonoma, che consenta in Sicilia di poterci muovere con più facilità per realizzare il piano di somministrazione. Non siamo nella fase contrattuale, e non vi dico se l’interlocuzione appare solida o meno, sono molto prudente. Il nostro obiettivo è quello di renderci autonomi, come quando abbiamo acquisito i Dpi”. Musumeci ha fatto un riferimento esplicito ad altre regioni: “Mi risulta che anche il collega del Veneto si sia mosso in questo senso, vediamo cosa pensa di fare Arcuri.
Dobbiamo comprendere se questa iniziativa viene autorizzata dal governo centrale”.

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