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Concessione del Castello al Comune di Milazzo, l’iter era bloccato perché il Comune non ha riscontrato una lettera inviata dall’Agenzia del Demanio regionale lo scorso 21 maggio. E’ quanto comunicato alle forze politiche dal sindaco Pippo Midili in risposta ad una interrogazione presentata dal consigliere Antonio Foti.
In quel documento l’Agenzia del demanio chiedeva al Comune non solo delle informazioni ma anche “l’applicazione del principio di reciprocità dei beni pubblici”. Ovvero, l’Agenzia dava gratuitamente il Castello al Comune che in cambio avrebbe dovuto fare la stessa cosa con due edifici di proprietà dell’ente locale, la caserma dei vigili del fuoco e il commissariato di Polizia, evitando di far pagare al Ministero dell’Interno il canone previsto (complessivamente circa 78 mila euro all’anno).
A fronte del silenzio del Comune tutto si sarebbe arenato.
“Una situazione inverosimile – ha detto Midili – scoperta nel corso di un incontro a Palermo presso la direzione regionale del Demanio. Alle mie rimostranze circa i ritardi nel rilascio della concessione, visto che la domanda risaliva al 2018, mi è stato detto che attendevano un riscontro alla loro lettera di maggio e che nessuna comunicazione era giunta da Milazzo come se la cosa non interessasse. A quel punto, recuperata la lettera, ho appreso che occorreva inviare una specifica proposta motivata contenente specifiche valutazioni sull’utilizzo del Castello, le finalità di interesse pubblico, la quantificazione della spesa prevista per il mantenimento della struttura. E poi soprattutto la possibilità di uno scambio gratuito di beni, proprio nell’ottica del principio della reciprocità tra pubbliche amministrazioni statali.
In buona sostanza l’Agenzia del demanio ha riproposto lo stesso iter del 2013, quando – Amministrazione Pino – abbiamo richiesto e ottenuto la concessione per sei anni. Anche in quel caso – ha spiegato il sindaco – ci fu chiesto l’attuazione della reciprocità, ma fu spiegato che il Comune si trovava – come è oggi – in condizioni di dissesto e che le entrate derivanti dalla locazione degli immobili ai vigili del fuoco e alla polizia di stato, assumevano estremo rilievo per le casse comunali. E la stessa cosa abbiamo fatto adesso ricordando che sette anni addietro quelle motivazioni sono state accolte dal demanio”.
Nella lettera che adesso l’Amministrazione ha inviato al Demanio si evidenzia che il Comune di Milazzo “ha sin qui impegnato e realizzato importanti investimenti per il recupero del bene ed il restauro che hanno avuto come finalità la conservazione integrale del compendio monumentale e la necessità di assicurare la sua fruizione pubblica e la sua massima valorizzazione funzionale a vantaggio della collettività”. E sono stati ricordate le somme spese nel tempo (quasi 30 milioni di euro) e quello che sono state programmate con progetti già definitivi.

Seduta di consiglio comunale dedicata alle interrogazioni quella di martedì sera. E lavori che sono andati avanti per circa due ore permettendo di esitarne diverse tra quelle iscritte all’ordine del giorno. Dopo l’approvazione dei verbali delle precedenti sedute e la trattazione di una interrogazione presentata da Massimo Bagli sulla manutenzione e pulizia del parco giochi situato nella frazione di San Pietro, è passata all’unanimità dei presenti la mozione con la quale Valentina Cocuzza ha proposto l’intitolazione di una via o piazza adiacente il lungomare di ponente, ad Aurelio Visalli, il sottufficiale della Guardia Costiera che ha perso la vita in mare nel tentativo di salvare un ragazzo in difficoltà che stava rischiando di annegare. La consigliera ha invitato il sindaco a chiedere l’autorizzazione in deroga al Prefetto. Accennato alla grande sensibilità dimostrata dalla Cocuzza, l’assessore Francesco Alesci ha proposto di intestare all’eroico sottufficiale Visalli la piazzetta antistante il tiro a segno, che peraltro è prossima al luogo in cui si è verificato il tragico evento.
Con voto di astensione di Alessandro Oliva è stata approvata un’altra mozione a firma di Giuseppe Doddo per destinare Erta San Domenico a “Scalinata degli artisti”, abbellendola con collocazione di piante e la realizzazione di murales a tema su vicende che hanno segnato la storia della città di Milazzo.
Quindi ntonio Foti ha illustrato due sue interrogazioni: quella relativa alle prospettive e sviluppo del Parco Archeologico di Tindari, con un approfondimento di Alesci che si era mosso già all’atto del suo insediamento e per il quale va avviata un’adeguata promozione su contenuti artistici che interessano l’antiquarium ed il sito dei cipressi e quella riguardante il rinnovo dell’atto di concessione della cittadella fortificata e finanziamenti per il Castello.
A rispondere il sindaco Pippo Midili, facendo emergere ritardi e negligenze che –ha detto- avrebbero potuto compromettere anche il rinnovo della concessione. Pericolo superato con la recente presentazione di altra richiesta, che, con il supporto pure di una parte politica interessata, si trova ora all’attenzione del Ministero Economia e Finanze.
Riscontrando già un intervento programmato dall’amministrazione per la collocazione di lampioni mancanti in marina Garibaldi, il consigliere Doddo ha ritirato una sua interrogazione in merito, ma ha sollecitato anche la sistemazione delle panchine.
Della pulizia del Borgo e strade adiacenti Antonino Amato ne ha fatto oggetto di una sua interrogazione, dando atto che in città si comincia a vedere un po’ di decoro. Analoga attenzione ha chiesto per il Borgo, che può avere una ripartenza nel post-Covid.
Il sindaco ha riferito di interventi già effettuati, mentre manca ancora la manutenzione del verde. Bisogna intervenire –ha aggiunto Midili- nella piazzetta dell’Immacolata fino al fortino dei Castriciani; cosa questa della quale si può interessare e prendersene cura un privato che ha avanzato richiesta in tal senso.
Si prosegue domani stasera alle 18,30.

 

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