Da più di mille anni sono rimaste nascoste sotto la vegetazione, inglobate nel paesaggio rurale, custodite soltanto da antichi documenti medievali e dalla memoria frammentaria delle comunità locali. Oggi, grazie ad uno studio storico-territoriale quelle strade dimenticate tornano a parlare. E ciò che raccontano potrebbe cambiare in modo significativo la conoscenza storica della Sicilia normanna.
Nella Piana di Milazzo, in un territorio che rappresenta la porta naturale tra le Isole Eolie, il Tirreno e l’entroterra siciliano, una ricerca storico-archeologica ha consentito di individuare e ricostruire con sorprendente precisione il tracciato di due antiche Vie Francigene percorse nel Medioevo da cavalieri normanni, pellegrini, mercanti e crociati diretti verso la Terrasanta.
La scoperta è stata presentata nell’ambito delle Giornate Europee dell’Archeologia 2026 attraverso un video-documentario dal titolo “ANTICHI CAMMINI DI PELLEGRINAGGIO IN SICILIA”, Alla scoperta della Sicilia Sacra lungo gli antichi cammini delle Vie Francigene nella Valle di Milazzo” realizzato dagli architetti Antonino Iacopino e Marilia Iacopino dell’Archeoclub d’Italia APS, componenti del direttivo della sezione comprensoriale tirrenica messinese “Naulochos” con sede a Barcellona – e pubblicato su Youtube all’url https://www.youtube.com/watch?v=H1PqLfMENMQ.
Questo studio rappresenta molto più dell’individuazione di vecchi sentieri, si tratta infatti della ricostruzione di un sistema viario medievale capace di ridefinire la geografia storica del comprensorio tirrenico messinese e il ruolo strategico che questo territorio ebbe durante la dominazione normanna.
La ricerca ha richiesto anni di studio e di esplorazione sul campo. Integrando lo spoglio delle fonti documentarie (pergamene medievali, documenti normanni e analisi topografiche) con le ricognizioni ed esplorazioni archeologiche, metodo fondamentale questo dell’archeologia dei paesaggi e della ricerca territoriale, si è riusciti così ad ottenere una fotografia sorprendentemente nitida della viabilità dell’XI e XII secolo.
Incrociando quindi le indicazioni delle fonti documentarie con lo studio e analisi del territorio, i ricercatori sono riusciti a localizzare gli antichi cammini medievali, confermando l’esistenza di due direttrici strategiche storiche Francigene; un primo percorso individuato seguiva la fascia costiera e conduceva all’Hospitale Sanctum Ioannem che si trovava nell’antico feudo del casale di Milici, nei pressi della fiumara del Patrì. Oggi di quell’edificio non resta quasi nulla poichè fu distrutto dalla devastante alluvione del 1582. Eppure, nel Medioevo, rappresentava un punto nevralgico dell’accoglienza per pellegrini e crociati diretti verso i porti d’imbarco per la Terrasanta.
L’altra direttrice, ancora più suggestiva, attraversava invece le montagne. Risaliva la valle di Milazzo, percorreva la dorsale dei Peloritani e raggiungeva il valico di Portella Mandrazzi, per poi scendere lungo la valle dell’Alcantara fino a Giardini Naxos e Taormina. Un itinerario che metteva in comunicazione il Mar Tirreno e il Mar Ionio attraverso il cuore della Sicilia nord-orientale, creando un corridoio naturale di straordinaria importanza strategica.
Queste valli, vennero utilizzate sin dall’età greca e sfruttate per gli spostamenti in età più antica; il Neolitico soprattutto, per la transumanza, cioè migrazione stagionale delle greggi e delle mandrie dalla costa verso le zone collinari e montane.
La scoperta permette oggi di rileggere l’intero paesaggio storico del territorio. Borghi rurali, antichi monasteri, trazzere dimenticate, punti di osservazione e valichi montani non appaiono più come elementi isolati, ma come parti di una complessa infrastruttura medievale che per secoli ha favorito scambi culturali, movimenti religiosi e relazioni economiche.
Così vengono evidenziate, lungo i percorsi, diverse emergenze monumentali: sul versante tirrenico, ad esempio, il più importante e ricco monastero di rito greco nel Valdemone che ebbe origine nella valle di Milazzo, quello di S. Maria di Gala con le sue grangie, mentre sul versante ionico S. Salvatore de Placa, nei pressi di Francavilla Sicilia, lungo la Valle dell’Alcantara e quello della Madonna della Rocca a Taormina.
Emergono così nuovi scenari per la ricerca archeologica e storica. La Piana di Milazzo si conferma come uno dei principali snodi della Sicilia normanna, un crocevia nel quale convergevano percorsi terrestri e rotte marittime, collegando l’Europa continentale con il Mediterraneo orientale.
Ma le implicazioni della scoperta non riguardano soltanto gli studiosi. Il recupero di questi antichi cammini apre infatti prospettive concrete per la valorizzazione del territorio. Le Vie Francigene ritrovate potrebbero entrare a pieno titolo nel sistema dei grandi itinerari storici della Sicilia, diventando motore di un turismo lento e sostenibile fondato sulla conoscenza del paesaggio, dell’archeologia e delle identità locali.
Tra crinali che permettono di osservare contemporaneamente Tirreno e Ionio, vallate percorse da secoli di storia e antichi insediamenti monastici immersi nella natura, si delinea oggi un patrimonio culturale di straordinario valore, rimasto per troppo tempo ai margini della memoria collettiva.
Le strade dei Normanni, perdute per quasi un millennio, sono tornate alla luce. E con esse riaffiora una pagina fondamentale della storia della Sicilia, capace di restituire al territorio della Piana di Milazzo e del suo entroterra il ruolo che ebbe nei grandi cammini del Mediterraneo medievale.
La ricerca non si ferma però alla sola ricostruzione storica. È stato infatti già predisposto un progetto dagli stessi ricercatori dell’Archeoclub di valorizzazione che mette in rete i Comuni attraversati dall’antico tracciato francigeno tra Tirreno e Ionio, con l’obiettivo di promuovere il recupero, la tutela e la fruizione di questo straordinario patrimonio culturale e paesaggistico. Un patrimonio originale ed unico che costituisce uno scrigno di tesori nascosti, lasciati per molto tempo all’oblio ed all’abbandono, ma che meritano oggi di essere valorizzati.
L’iniziativa punta a favorire la nascita di un grande itinerario storico-naturalistico capace di coniugare ricerca, identità territoriale, turismo lento e sviluppo sostenibile, inserendo a pieno titolo la Piana di Milazzo e il suo entroterra verso Taormina nel circuito Internazionale dei Cammini Francigeni di Sicilia.



